Sulle note di Atalanta-Napoli

La disfatta di Atalanta-Napoli è l’ennesima delusione in un inizio anno da incubo per i tifosi azzurri. Adesso non ci sono più dubbi: il Napoli si trova in un pozzo buio che, di questo passo, col susseguirsi delle settimane può diventare profondissimo, se non ci sarà una risalita forte e decisa verso la luce.

Con la nostra rubrica “Sulle note di…” vi raccontiamo il momento azzurro attraverso una diversa chiave di lettura, non tecnico-tattica o atletica-mentale bensì musicale…
Scegliamo una canzone che attraverso le proprie strofe possa affrontare con un pizzico di dolcezza, l’amarissima situazione in cui l’ambiente azzurro si ritrova.

Immagini di Atalanta-Napoli della SSC Napoli

Per ripercorrere lo spartito di Atalanta-Napoli e più in generale tutto ciò che porta agli occhi e alla mente l’ennesima disfatta e l’eliminazione dalla Coppa Italia, scegliamo “Mentre tutto scorre”, brano del 2005 dei Negramaro.

“E dimmi ancora quanto pesa
La tua maschera di cera
Tanto poi tu lo sai si scioglierà
Come fosse neve al sol
Mentre tutto scorre”
La sconfitta di Atalanta-Napoli e la conseguente eliminazione da uno degli obiettivi stagionali, quale la Coppa Italia da cui siamo campioni uscenti, unisce tutta la piazza, ancora fino a poche ore fa divisa, intorno ad un’unica idea condivisa: questa squadra non è attualmente una squadra. Non c’è, non esiste. Porta addosso una maschera di cera che adesso si sta rivelando e si sta sciogliendo, proprio come avverrebbe per la neve di Bergamo sotto il sole di Partenope. Si sta sciogliendo per quanto tanto si stia facendo pesante una situazione che nel giro di poco tempo sta assumendo i contorni di un horror. Mentre tutto scorre, nessuno, se non pochissimi, si sta rendendo conto di dove può andare a finire questa stagione ancora lunga e piena di chiamate impegnative e fondamentali per le sorti della stessa: nel baratro.

“Usami, straziami, strappami l’anima
Fai di me quel che vuoi tanto non cambia
L’idea che ormai ho di te…”
Sono le parole che noi tutti tifosi azzurri urleremmo dinanzi ad uno spettacolo che non può non gettarci nell’angoscia, e nell’inquietudine per un futuro prossimo che appare tutto tranne che chiaro. Da qui a fine stagione la squadra può fare del nostro sostegno quel che vuole, tanto non cambia l’idea che ormai da tempo tutta la tifoseria ha nei confronti della propria passione e fede: conta solo la Maglia. Chi la veste passa, ma la Maglia ci sarà sempre e nessuno la potrà macchiare, se non una piazza la quale a questa ha giurato e sempre dimostrato amore e difesa eterna.

“…Vuoi nasconderti in silenzi
Mille volte già concessi
Tanto poi tu lo sai
Riuscirei sempre a convincermi
Che tutto scorre”
È la dirigenza il primo colpevole di tutto questo, la radice da cui si sta diramando un albero spoglio, con rami secchi e senza frutti. Una dirigenza assente, che non prende il controllo della situazione e lascia un allenatore, non per colpa sua allo sbando ormai, in balia di una piazza stufa delle continue prese in giro di una società che non tutela gli interessi di una fede infinita quale quella che vive nella nostra città. Una società che si nasconde dietro ai silenzi, tante volte già concessi. Ma tanto i tifosi tengono botta riuscendo sempre a convincersi che tutto scorre e prima o poi anche questa nottata deve passare. Come passò quando a Napule arrivò quel ragazzo di nome Diego che avrebbe portato in Paradiso la Fede azzurra di una città che vive, e qualcuno dovrebbe ricordarselo, della propria squadra di calcio.

“…Scagli la pietra chi è senza peccato
Scagli la pietra chi è senza peccato
Scagliala tu perchè tutto ho sbagliato”
Dirigenza, allenatore, calciatori: chi è che può scagliarla questa pietra?
La risposta è secca: nessuno. Nessuno di questi attori è esente da aver commesso peccati nei confronti della Maglia azzurra.
Gli unici a poterla scagliare sono gli attori principali e sempre impeccabili di questo spettacolo straordinario che è la Fede azzurra: la piazza, la tifoseria. A Napoli i tifosi non perdono mai.

Marco Falco

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