QUESTIONE TERZINI: UN RUOLO SU CUI LAVORARE – di Nicola Licciardiello

Al centro delle discussioni dei tifosi spessissimo ci sono quasi sempre stati gli attaccanti. Sono sempre stati i calciatori offensivi ad attirare maggiormente le attenzioni e conseguentemente eventuali critiche o apprezzamenti.
Negli ultimi tempi invece a Napoli, in contraddizione con questa tendenza, si fa un gran parlare di terzini. Spesso sotto la lente di ingrandimento di tifosi e addetti ai lavori ultimamente sono finite le prestazioni soprattutto di Hysaj e Mario Rui.

Tutta questa attenzione è scaturita dal fatto che quello del terzino sembra essere il ruolo dove il Napoli potrebbe maggiormente crescere. Infatti le prestazioni degli attuali titolari non sempre hanno convinto al massimo e tra alti e bassi resta sempre la sensazione che talvolta i terzini siano stati il punto debole.

Occorre però fare un sostanziale distinguo tra Hysaj e Mario Rui: il primo è stato il titolare indiscusso del ruolo negli ultimi tre anni fino ad ora, mentre Mario Rui è diventato titolare per emergenza.
Dunque il portoghese ha guadagnato gerarchie solo grazie all’infortunio di Ghoulam: il problema è che ormai l’algerino è fuori da un intero anno. Ed è questo il principale problema di Mario Rui: è senza dubbio un buon rincalzo e sarebbe utilissimo in un contesto di rotazione, ma non è assolutamente al livello di essere titolare stabile in una squadra del livello del Napoli. Per di più accoppiato spesso sulla fascia sinistra con Insigne, i due hanno spesso sofferto una evidente mancanza di fisicità che ha sicuramente causato dei problemi alla squadra.

Tutt’altro discorso è quello relativo alle vicende del terzino albanese. In questo caso più che un problema di qualità è un problema di caratteristiche. Hysaj ha principalmente doti difensive e di palleggio. Oltre a muoversi molto bene con la linea difensiva, è molto bravo nel gestire la palla rappresentando talvolta un’alternativa ai centrali difensivi o ai centrocampisti centrali nell’iniziare l’azione da dietro. E questo è stato uno dei segreti del Napoli di Sarri: l’abilità di Hysaj e Ghoulam nell’aggiungersi ai registi arretrati.
Ma il numero ventitré del Napoli non è un terzino di spinta e la qualità del cross e delle decisioni prese in parti avanzate di campo non sono delle migliori. Può anche farlo, ma non è certo il meglio del suo repertorio. Come si è già spesso detto, nel Napoli di Ancelotti che prevede meno palleggio è più ampiezza di gioco, probabilmente sarebbe più adatto un terzino con altre caratteristiche.
Per questo motivo si è generato un dubbio: sarebbe forse Malcuit più in linea col gioco del nuovo Napoli? A giudicare dalle poche apparizioni del terzino francese sembrerebbe di sì. L’ex Lilla ha sicuramente ottime qualità di spinta e sembra dotato anche di un discreto cross. Inoltre ha dimostrato di possedere anche una buona fisicità in fase difensiva. Sarà però necessario testarlo in match più complicati soprattutto dal punto di vista difensivo. Dopotutto se è arrivato a questi livelli solo ora a ventisette anni può darsi che possa esserci anche un’altra faccia del giocatore visto finora. Ad oggi la soluzione migliore potrebbe essere quella di alternare Hysaj e Malcuit a seconda del tipo di partita: il primo se c’è bisogno di maggiore copertura, il secondo se bisogna avere più spinta.
Nell’attesa che Ghoulam torni finalmente a disposizione e si stabilisca chi potrà portare più benefici alla causa azzurra tra Malcuit e Hysaj, la questione terzini è sicuramente da monitorare.

Nicola Licciardiello

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