Perché De Laurentiis ce l’ha con i giornalisti? E perché loro non dicono nulla sui prezzi del San Paolo?

Altri attacchi da parte della SSC Napoli ai giornali dopo la notizia sul presunto litigio tra Verdi e Insigne. Poi la vendita dei biglietti per le curve in occasione di Napoli – Fiorentina a 35€.

Tranne qualche eccezione (di cui alcune in ritardo) nessuno del mondo dell’informazione ha espresso la propria opinione sul fatto. Alcuni si sono limitati a raccontarne la cronaca.
Eppure quella dei giornalisti dovrebbe essere una categoria che avrebbe il dovere, attraverso il suo lavoro, di formare l’opinione pubblica oltre che di informarla. Ma a Napoli questo non avviene e ADL, nel bene e nel male, ne approfitta.

Il malsano rapporto tra SSC Napoli e i giornalisti, o con alcuni di essi, ha inquinato il dibattito interno all’opinione pubblica partenopea. A Napoli, ormai, si discute senza confrontarsi, senza dialogare e senza controparti. La comunicazione

è diventata tutta una battaglia a suon di tweet e post su Facebook. Il clima mediatico in città si è trasformato in un circo, dove tutti accusano tutti e nessuno ha voglia di fare qualcosa per la collettività. Ognuno tira l’acqua al proprio mulino:

Il comune, che non è in grado di gestire il patrimonio pubblico cittadino e giustamente pretende l’importo per il fitto del San Paolo da parte della società azzurra.

Il club di ADL non vuole pagare palazzo San Giacomo finché quest’ultimo non gli darà i soldi dei tornelli. I tifosi sono arrabbiati per il “non mercato” del Napoli e per le politiche societarie in merito ai prezzi dei biglietti. E tutta questa storia come viene raccontata dai giornalisti? Come viene formata e informata la gente a riguardo?

Male! Le persone sono formate e informate male. Perché molti esponenti del mondo dell’informazione invece di essere critici, in positivo o in negativo, nei confronti di De Magistris, De Laurentiis e i tifosi, si sono limitati a schierarsi, per l’una o per l’altra parte. Questo ha diviso in due fazioni anche la categoria dei media, tra “papponisti” e “aziendalisti” e questo non è affatto un bene.

Eppure, l’atteggiamento della SSC Napoli nei confronti dei giornalisti non è mai stato molto tenero. Sembrano che tutti abbiano dimenticato il tweet (appunto!) del club durante il calciomercato che ha messo alla gogna alcune testate giornalistiche perché “colpevoli” (secondo la società azzurra) di aver scritto e pubblicato una fake news.

E quello di pochi giorni fa? Dopo che sul web sono iniziate a girare alcune notizie su un presunto litigio tra Lorenzo Insigne e Simone Verdi che sarebbe avvenuto all’interno dello spogliatoio durante la pausa per l’intervallo tra Napoli e Milan, la SSC Napoli ha pubblicato l’ennesimo tweet. Questa volta la categoria dei giornalisti è stata definita “falsa e avvilente”.

Passano un paio di giorni e arriva la bomba: il Napoli pubblica i prezzi per la prossima gara casalinga contro la Fiorentina e, udite udite, l’ingresso per le curve costa 35€. Poche le levate di scudi. Tranne qualche voce isolata, la politica dei prezzi scelta dalla SSC Napoli non ha provocato nessuna particolare reazione da parte della stampa. Poi il caso si è un pò ingigantito e qualcuno ha dovuto per forza esprimersi in merito. Tanto che la società azzurra si è dovuta inventare una nuova e furbesca iniziativa, quella dei bonus in favore degli under 14.

Insomma, c’è una “guerra” in atto tra il presidente De Laurentiis e il sindaco De Magistris. Lo stadio San Paolo versa in condizioni pietose e non esiste nessun progetto né per un nuovo impianto né per quello di Fuorigrotta (a parte i lavori in corso iniziati grazie ai fondi per le Universiadi). Eppure, i media non hanno battuto ciglio. Evidentemente 35€ in curva, per il Napoli, al San Paolo, è considerato un prezzo giusto.

Certo vanno valutati due aspetti. Il primo è che ADL da privato e proprietario del club può imporre i prezzi che vuole. Non solo, ma in questo modo il patron azzurro impedendo l’ingresso alla “massa” si avvia ad esaurire il suo desiderio di uno stadio piccolo e per pochi, “come un teatro” ha affermato a riguardo in passato De Laurentiis. Ma c’è un piccolo dettaglio. Il San Paolo non è il suo stadio, quindi trattandosi di una struttura pubblica, l’ingresso deve essere garantito a tutti i cittadini che dovranno pagare un prezzo giusto. L’altro fattore importante è relativo alla necessità del comune di fare cassa. Forse per questo da palazzo San Giacomo questa volta non ci sono state dichiarazioni piccanti. Dopo quella del sindaco in curva, ci saremmo aspettati un colpo dritto e forte nei confronti della SSC Napoli, sempre più lontana da una parte di tifoseria. Come mai allora il comune non ha avuto interesse a corteggiare questa frange di possibili elettori?

Perché forse facendosi due conti, se sono stati in grado di farli correttamente, l’amministrazione comunale avrà reputato più conveniente trarre profitto da uno stadio non pieno ma con persone che hanno pagato di più, rispetto al tutto esaurito ma con biglietti dal “costo popolare”. Tuttavia, qualunque sia stata la strategia del “comune arancione”, dovrà sempre tener conto di un fatto: De Laurentiis pagherà? Oppure prima o poi sarà sfrattato? Ma a nessuna delle due parti andrebbe bene guardare il Napoli lontana dalla città. Sarebbe uno smacco troppo grande sia per ADL che per Dema, soprattutto ora che si stanno avvicinando le elezioni. Di conseguenza, è molto probabile che fino ad un intervento della Corte dei conti, De Magistris e De Laurentiis continueranno a giocare sulla pelle dei napoletani, tifosi e cittadini.

E come mai questo la stampa non ve lo ha spiegato? Perché i giornalisti che fanno a gara per sostenere l’uno o l’altro non vi hanno raccontato questa storia? Perché durante le conferenze stampa nessun collega ha mai riportato una domanda del genere a De Laurentiis o al sindaco? Eppure, nonostante le continue provocazioni contro la categoria, non c’è mai una sola domanda posta in modo critico alla SSC Napoli. Spero che questo non avvenga per la paura di non ricevere i dovuti accrediti o le “soffiate giuste”. Insomma tra comune, società e media il rapporto è più teso che mai e molti cittadini – tifosi sono confusi e assuefatti. Bisognerebbe però che si sentissero delusi e arrabbiati, ora più che mai è urgente uno scatto di reni da parte del popolo e perché no di qualche esponente della borghesia napoletana ormai ridotta allo sfascio. Senso civico e politico e tanta partecipazione, questo serve a Napoli e ai Napoletani, una cosa che Dema e Adl non hanno e che hanno contribuito a far assopire (insieme a molti colleghi).

Andrea Aversa

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