Nelle scuole di Napoli si introduce l’ora di Napoletano!

piazzaDelPlebiscito-2Finalmente nessuno più potrà dirti che “mò mò” non si dice, o che i verbi “venire” (al posto di “essere”) o “rimanere” (usato come “restare”), non si utilizzano in Italiano.
Nuje simm e Napule e stu dialetto ce piace assai!
Tanto che, alla Scuola Media Statale Viale delle Acacie, sono riusciti ad introdurlo anche nelle ore di lezione. Non solo quindi, il napoletano patrimonio dell’Unesco come vera e propria lingua, ma è stato riconosciuto e adottato, già da Febbraio 2015, come corso ufficiale con professore apposito, in cui i ragazzi ritrovano le proprie radici ed entrano sempre più in contatto con la nostra cultura partenopea.

E’ importante ricordarsi chi siamo, da dove veniamo, e siamo fortunati ad avere ancora anziani nelle nostre famiglie, a tramandarci questi saperi non scritti. Finita l’era di chi ha vissuto fin anche l’ultima Guerra Mondiale, le nuove generazioni non avranno molti confronti con il passato, a rischio di perdere tante antiche conoscenze e tra queste, i bellissimi termini napoletani, tutt’altro rispetto al moderno napoletano da “vascio”.

Il Corso di Lingua e Cultura Napoletana, ha lo scopo di tramandare alle nuove generazioni il dialetto napoletano, come dicevamo, rendendo familiare la tradizione campana. Fa parte di un progetto, “Napulitanamente”, fortemente voluto dal professore di Lettere Ermete Ferraro, autore di una piccola grammatica della lingua e traduzioni di grandi classici in napoletano.

Il corso, suddiviso in dieci lezioni di due ore l’una, darà ai partecipanti un attestato delle competenze raggiunte riconosciuto dall’Unione Europea in base al Q.C.E.R. (Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue).

Molti sono stati i consensi di colleghi, vicini e lontani, che hanno offerto il loro pieno appoggio perché anch’essi provenienti da realtà similari come il catalano o il provenzale.
Sosteniamo chi difende e porta avanti le culture dei nostri territori e chi, nonostante tutto, rimane ad insegnare (lavorare) nella propria terra.

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