Napoli e il “Metodo del dispetto” di Andrea Aversa

Il confronto politico – istituzionale in città si è ridotto a chi fa lo “sgarro” più grosso. Una malattia che ha contagiato anche il mondo privato e l’opinione pubblica

Il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca, l’amministratore unico dell’Eav Umberto De Gregorio, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, l’assessore allo sport Ciro Borriello, l’assessore ai trasporti Mario Calabrese, il presidente della Commissione allo sport Carmine Sgambati, il presidente della SSC Napoli Aurelio De Laurentiis. Ecco a voi, signori e signore, gli esponenti del “Metodo del dispetto”. Tecnica spesso usata insieme ad una delle prassi più diffuse in politica: quella dello “scarica barile”.

Eh si, perché nelle ultime settimane c’è stato uno scontro politico esploso dopo anni di indifferenza. Un silenzio durato a lungo il cui clamore potrebbe andare avanti ancora per molto tempo. Stiamo parlando del “caso San Paolo” e di come sia stato gestito dal punto di vista mediatico e propagandistico. Ad essere coinvolti il mondo politico – istituzionale e quello privato. Come definire la situazione? A me viene in mente un solo aggettivo: squallida.

Ormai, a suon di post pubblicati sui social network, gli inquilini di Santa Lucia, di palazzo San Giacomo e di Castel Volturno, stanno giocando una partita su chi, come diciamo qui a Napoli, “si mette chiù acopp!”. Nessun accordo sulla convenzione per lo stadio? Per il comune è colpa della SSC Napoli che non solo deve pagare il fitto per l’utilizzo dell’impianto, ma ancora deve presentare un progetto per costruirne uno nuovo.

Dal canto suoi il club azzurro ha ribattuto, affermando che le responsabilità sono di un’amministrazione incapace, inetta e addirittura morosa nei confronti della società partenopea per diversi milioni di euro. A quel punto De Laurentiis ha calato il jolly chiamando in causa la regione Campania. Infatti, l’intervento del presidente De Luca, ha velocizzato il finanziamento dei fondi previsti dalle Universiadi e da investire nel San Paolo.

A via Santa Lucia hanno festeggiato per l’assist ricevuto e la giunta regionale ha potuto segnare un altro gol nei confronti del comune “arancione”. Qui la partita va avanti da ben oltre i 90 minuti calcistici e in palio ci sono stati altri “trofei” importanti e cruciali, come ad esempio, il trasporto pubblico locale. E guarda caso, qual è stato l’ultimo motivo di scontro tra i tre “attori”? Proprio l’assenza di mezzi pubblici dopo la sfida tra il Napoli e Milan giocata a Fuorigrotta. Dopo il match, i tifosi andati allo stadio con bus e metropolitana, sono stati costretti a fare ritorno a casa a piedi o in taxi.

In questo caso la SSC Napoli ha parlato di ripicca da parte del comune. I rappresentanti di quest’ultimo hanno invece dichiarato, che secondo l’ultima convenzione, il trasporto pubblico urbano legato alle partite del Napoli è a carico della società azzurra e che comunque l’infrastruttura è di competenza regionale. Ovviamente l’Eav ha risposto prontamente ri-passando la palla e la responsabilità all’amministrazione comunale.

Basta! Non se ne può più. I napoletani sono stanchi di sentire sciocchezze e di essere umiliati. Perché la verità è una soltanto: il trasporto pubblico in città è vergognoso a prescindere dalle partite del Napoli e quella contro il Milan non è stata certo la prima volta in cui i tifosi sono stati costretti a muoversi a piedi; Il comune di Napoli non ha soldi, ne per lo stadio ne per il trasporto pubblico. Ha una situazione finanziaria vicina al dissesto e per questo la Corte dei conti ha il fiato sul collo dell’amministrazione targata Dema. Addirittura la magistratura contabile ha espresso il suo parere negativo sul decreto “salva Napoli”.

Per questo motivo è giusto che il sindaco pretenda da Adl quello che gli spetta. Ma avrebbe dovuto pretenderlo da almeno 2 anni, non quando è stato costretto dai giudici contabili approfittando dell’impopolarità del presidente De Laurentiis. Invece, quante volte entrambi si sono seduti uno di fianco all’altro in tribuna? Quanti insulti ha dovuto ingoiare De Magistris pur di non inimicarsi la piazza, mentre ora addirittura si accomoderà in curva tra gli ultras?

E la regione? De Luca ha sempre lanciato bordate contro De Magistris. Tante le dichiarazioni contro la gestione arancione della città di Napoli. Più volte l’ex “Sceriffo” di Salerno si è proclamato come una sorte di “Salvatore” dei napoletani, contrapponendosi ad una gestione comunale fallimentare. Ma quanto questo è vero rispetto al vero obiettivo del governatore e cioè conquistare la presidenza della regione per un secondo mandato? Poi, non credo sia necessario che dal comune qualcuno ricordi a De Gregorio quali siano gli appuntamenti casalinghi del Napoli nel caso in cui l’Eav dovesse intervenire sul trasporto pubblico straordinario dopo la partita.

Infine, De Laurentiis. Il presidente non vuole ne costruire un nuovo stadio, ne investire nel San Paolo. Adl vuole il “cocco ammunnato e buono”, il massimo introito con il minimo investimento. Insomma, se regione, comune e SSC Napoli non la finiscono di litigare per sedersi attorno a un tavolo e attuare una strategia politico – imprenditoriale efficace, capirete cari napoletani – cittadini e tifosi – che a pagare dazio saremo soltanto noi. “Cornuti e mazziati”, sempre come si dice dalle nostre parti.

Andrea Aversa

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