De Laurentiis e i giornali hanno in comune una cosa: l’indifferenza sui cori razzisti e sul rimborso agli abbonati

Sono accaduti due episodi negli ultimi giorni che hanno coinvolto la SSC Napoli e i suoi tifosi, sui quali non si è scatenato un serio dibattito. Complici il silenzio della società azzurra e quello dei media

Se non fosse stato per la semplice cronaca sportiva probabilmente dei cori discriminatori da parte della tifoseria bianconera contro Napoli, i napoletani e Koulibaly, neanche si sarebbe parlato.

Poi la vicenda ha avuto un epilogo che può essere diviso in due parti, una abbastanza scontata e l’altra sorprendente. Infatti, mentre il giudice sportivo ha condannato l’episodio squalificando alcuni settori dell’Allianz Stadium, la Juventus ha deciso di fare ricorso.

Insomma, la vergogna nella vergogna di una società rinomata per il suo “stile” che non ha condannato tali spregevoli comportamenti di alcuni suoi sostenitori, ma li ha addirittura legittimati e difesi. Tuttavia quello che ha stupito, è stato l’assordante silenzio della SSC Napoli.

Il club guidato dal presidente Aurelio De Laurentiis è stato letteralmente indifferente rispetto ai fatti, sia il giorno dopo la partita giocata dal Napoli a Torino che in seguito all’annuncio da parte della Juventus di voler ricorrere contro la decisione del giudice sportivo.

E su questo il silenzio è stato mantenuto da quasi tutti i giornali sportivi locali. Tutti, giustamente concentrati sul calcio giocato e le maestrie di Carlo Ancelotti, e nessuno che ha scritto un’opinione o un commento sulla non – reazione della SSC Napoli.

Inoltre, c’è stato un altro episodio che ha dimostrato quanto sia forte il legame critico di molti giornalisti, e delle testate per cui scrivono, con la società di ADL: la vittoria degli abbonati per la stagione 2017 che ha costringerà la società azzurra a rimborsarli.

Il giudice gli ha dato ragione: la politica del club durante quel campionato è stata scorretta. Il totale dei prezzi dei singoli biglietti per le partite del Napoli è stato inferiore rispetto al valore dell’abbonamento. La decisione del giudice ha rappresentato un primato assoluto, mai prima di questo episodio una società calcistica ha dovuto rimborsare i propri abbonati.

Non ci sarebbe da meravigliarsi più di tanto. Da sempre, complice anche le condizioni degradate e fatiscenti dello stadio San Paolo, la SSC Napoli ha preferito incoraggiare la vendita singola dei titoli d’ingresso allo stadio, piuttosto che incentivare quella degli abbonamenti (il cui unico privilegio è stato rappresentato dal diritto di prelazione per l’acquisto dei biglietti).

E quest’anno è stata addirittura raggiunta l’apoteosi: la campagna abbonamenti non è stata proprio fatta. In seguito, si è scatenato un ridicolo e grottesco braccio di ferro tra il comune di Napoli e il club partenopeo proprio per la vicenda che ha riguardato lo stadio San Paolo.

Anche in questo caso, e sempre tranne che in pochissimi, la maggior parte dei colleghi non hanno scritto e detto nulla. Eppure non si tratta di fatti così infimi da non meritare neanche un briciolo di attenzione. A quanto pare non è così e andrà anche a finire che a essere definiti pazzi e “miscredenti”, saranno soltanto quelli che ne hanno parlato.

Però su questo vi è una certezza: noi continueremo a farlo senza sosta e mai a prescindere. Questa città, oggi più che mai, ha bisogno di un’opinione pubblica stimolata, altrimenti il rischio che correrà sarà quello di essere talmente accecata dal “dito” che la “luna” manco più riuscirà a guardarla.

Andrea Aversa

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