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Valentino Mazzola: da Tulén a Leggenda

“Vite che capitano e vite da capitano” è la nuova rubrica di Parola del tifoso dedicata ai capitani che hanno reso grandi le squadre che hanno rappresentato.
E il primo appuntamento non può non essere per lui, per uno dei maggiori 10 della storia del calcio e, per tanti, il calciatore più forte di sempre del pallone italiano: Valentino Mazzola. Il capitano per eccellenza, per antonomasia.
Tulén.

Questo era il suo soprannome. Colui che prende a calci le latte, il significato di questo termine del dialetto settentrionale.
Sì, perchè il piccolo Valentino iniziò proprio così la sua vita per il calcio, prendendo a calci qualsiasi cosa gli capitasse tra i piedi, a partire dalle latte. Ma ciò che “rimbalzò” agli occhi di tutti non fu tanto la passione nel prendere a calci tutto, bensì il piede sopraffino con cui quel bambino capelli biondi e ricci dei primi anni Trenta si prendeva cura della sfera di cuio o di qualsiasi oggetto riadattato a pallone.
Un Talento.
Un Predestinato.
Una Leggenda.
Era chiaro chi sarebbe diventato Valentino Mazzola, quel campione annunciato che si fece notare in una partitella giocata a piedi scalzi durante il servizio di leva.
L’ arrivo e la consacrazione al Torino, al Grande Torino. Il suo arrivo al Filadelfia fu l’ inizio di un’ esperienza calcistica senza precedenti ed eredità. Valentino divenne il capitano di quella squadra che non seppe conoscere altro che le vittorie. Un team epocale, che entrò nella storia del calcio e che rappresenta una delle poche vere leggende del mondo del pallone. Una squadra che costruì i suoi successi sui valori dello sport. E Mazzola ne fu l’ emblema. Lui verso cui tutti si specchiarono. Lui che prese in mano “questa storia” e la trasformò ne “la Storia”. Trascinando tutto l’ ambiente granata con sé. Lui che sapeva da sè come vincere. Lui che era nato vincente.
Un leader indiscusso.
Non un capitano. Il Capitano.
Concentrava in sè tutto il meglio che un calciatore potesse rappresentare e trasmettere per quel che è il valore del carisma.
Una bandiera vera, autentica.
Una leadership che lo fece essere ammirato da tutti i suoi compagni e rispettato da tutti gli avversari.
E poi, come abbiamo detto poc’ anzi, era forte Tulén.
Attaccante e centrocampista sinistro, ma capace di giocare in qualsiasi ruolo e zona del campo. Forte fisicamente e completo tecnicamente, dotato di una visione di gioco impeccabile.
Vinse cinque scudetti consecutivi col Grande Torino.
Ma purtroppo a volte nella vita e nel calcio le grandi storie finiscono sul più bello. E quella di Valentino Mazzola e del suo Grande Torino si è infranta il 4 Maggio 1949, quando il volo Fiat G.212  con a bordo tutta la squadra granata di ritorno da una trasferta in Portogallo si schiantò sul muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, vicino Torino.
Le grandi leggende però non hanno mai fine, e quella di Tulén Mazzola e della squadra che ha capitanato come nessun altro mai è eterna.

Marco Falco 

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