Una squadra solida e forte

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Una squadra solida e forte

Il Napoli a Firenze è stato questo. Una squadra solida e forte, un progetto cominciato tra mille incertezze, infortuni, e che ora pare concretizzarsi e maturare nel migliore dei modi.

L’undici di Gattuso all’Artemio è stato maturo nonostante tutto, nonostante le mille pressioni gettate dalla Juve la sera precedente, nonostante i fantasmi di quel doppio incrocio che ricordava il triste 2018. Nonostante le ombre del rigore su Cuadrado e un arbitraggio tutt’altro che rispettabile. Il Napoli è stato più forte di tutto questo.

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Il primo tempo la squadra studia l’avversario, non sembra andare a mille e alcune scelte di gioco sintomo di spensieratezza non compaiono come al solito. Non a caso, il più contratto sembra proprio Zielinski, il più talentuoso. Il gruppo sembra innervosirsi per ogni fallo fischiato contro e per ogni (fisiologico) contropiede subito. Ma questi ragazzi, lo si diceva prima, sono maturati soprattutto in questo, e gran parte del merito va proprio al tecnico calabrese, che avrà lavorato come pochi sulla loro testa la sera prima e all’intervallo a Firenze.

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E così, la squadra che esce fuori dal tunnel nei secondi 45 minuti è esponenzialmente più cattiva, più propensa ad azzannare la partita, un atteggiamento raramente visto nei momenti clou di questa stagione. Spesso abbiamo studiato le partite del Napoli, e spesso ci siamo trovati a far i conti con un Napoli dalle mille qualità, capace di goleade, ma anche con una squadra che al primo gol sbagliato si scioglie, e soccombe.

E invece in quello stadio memoria di delusioni, i ragazzi di Ringhio sono apparsi diversi, solidi, consapevoli di sé e -perché no- anche fortunati, ché in altri momenti il rigore di Insigne sarebbe morto sul fondo. Il Dio del pallone è soprattutto questo, l’audacia e la convinzione hanno fatto il resto.

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Ora c’è però da concludere l’opera. Una contemporaneità finalmente garantita (solo) all’ultima giornata, vede le tre squadre in lotta per la Champions giocarsi tutto in 90 minuti. E allora avanti Napoli, ti rivogliamo così: maturo, solido, forte.

Luca Linardi

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