Un viaggio chiamato: “Euro 2020”, dall’esordio all’Olimpico alla finale di Wembley

Un viaggio chiamato: “Euro 2020”, dall’esordio all’Olimpico alla finale di Wembley

VIAGGIO E EURO-Ad un anno di distanza, oggi inizia l’europeo 2020. Quest’edizione è unica nel suo genere, poiché per la prima volta la manifestazione europea avrà luogo in più paesi e non in uno singolo. La partita inaugurale è in programma  allo Stadio Olimpico  di Roma , mentre le semifinali e la finale si disputeranno al Wembley Stadium di Londra. Inoltre, nessuna compagine  è stata qualificata come squadra ospitante. Dunque, in questo articolo analizzeremo i vantaggi e gli svantaggi di questa competizione itinerante, offrendo una visione panoramica di questo Europeo.

Foto: uefa.com

La divisione delle gare

Come detto precedentemente, il torneo non avrà luogo in un singolo paese, ma in undici città diverse, che successivamente sono state accoppiate in modo che ogni coppia ospiti tre gare di un girone. Inoltre, sarà la seconda edizione che adotterà il formato approvato nel 2005, che prevede la partecipazione di 24 squadre suddivise in 6 gironi. Dunque, nel corso della manifestazione le nazionali compieranno un viaggio nel continente europeo, partendo dalla partita inaugurale a Roma, fino ad arrivare alla finale di Londra. Le altre città selezionate sono:

Copenaghen, Bucarest, Amsterdam, Dublino, Bilbao, Budapest, Glasgow, Bruxelles, Baku, Monaco di Baviera e San Pietroburgo.

Sei partite della fase a gironi e un quarto di finale saranno disputate allo stadio dello Zenit a San Pietroburgo, in Russia. Lo Stadio Olimpico di Roma, quello di Baku in Azerbaijan e l’Allianz Arena di Monaco in Germania ospiteranno tre partite dei gironi e un quarto di finale, mentre negli stadi di Amsterdam, Bucarest, Budapest, Copenhagen, Glasgow e Siviglia si giocheranno tre partite dei gironi e un ottavo di finale.

Foto: uefa.com

Le prime esperienze di Europeo itinerante

Prima di questa edizione ci sono state delle prove in vista di questo grande viaggio. Infatti, in passato i Paesi che ospitavano al massimo erano stati due, con la coppia Belgio-Olanda nel 2000 poi sono seguiti nel 2008 Austria e Svizzera e nel 2012 Polonia-Ucraina. Dunque, è stato deciso di organizzare questo formato nuovo per festeggiare il sessantesimo anniversario del torneo, offrendo la possibilità ai tifosi di essere più vicini alla propria nazionale senza dover compiere viaggi lunghissimi.

Grandissima novità, i pro e i contro di questa scelta

Ovviamente questa iniziativa ha lasciato dello scalpore condito da tante polemiche da parte dei tifosi. Dunque, superato lo scetticismo iniziale, i supporter hanno evidenziato degli aspetti sia positivi che negativi in questo nuovo format. Partendo dai contro, il problema principale sorge negli spostamenti che dovranno compiere le squadre, poiché dopo le gare delle fasi a gironi, che verranno disputate in due città, ci si dovrà spostare in altri paesi ogni qualvolta che verrà superato il turno. Allo stesso tempo ogni paese avrà dei guadagni economici ospitando varie gare del torneo, ciò è stato un fattore caratterizzante per questa scelta. Inoltre, i supporters potranno sostenere la propria nazionale nei match disputati nelle proprie città, infatti tutti gli stadi saranno aperti al pubblico per almeno il 25 per cento della loro capienza, fattore fondamentale per competizioni di questo calibro.

Infine, l’ultimo aspetto negativo è legato alla funzionalità della disputa di alcuni incontri in contesti strani come ad esempio l’Italia, che disputerà tutte le partite del suo girone a Roma, mentre Galles-Svizzera dello stesso girone si giocherà a Baku. Un’ulteriore stranezza ci sarà all’ultima giornata della fase a gironi, quando l’Ungheria giocherà a Monaco contro la Germania e allo stesso tempo a Budapest ci sarà Portogallo-Francia.

Foto: triesteallnews

Traendo le conclusioni finali, c’è da dire che sicuramente questo Europeo offrirà un grande spettacolo a tutti gli appassionati di questo sport, grazie alle cornici stupendi delle città più belle del palcoscenico europeo. Dunque, la parola come sempre spetta al rettangolo verde, che saprà offrire gara degni di questo grande viaggio chiamato: “Euro 2020”.

Pasquale Palmieri

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