Ultras Appeal, The Millwall Brick

Ben ritrovati amici della rubrica “Ultras Appeal”. Purtroppo, causa Covid-19, i nostri consueti appuntamenti con le coreografie di giornata sono mancati e, probabilmente, lo faranno ancora per parecchio. Nonostante ciò, noi di Paroladeltifoso.it, abbiamo deciso di proporvi un approfondimento di tutto rispetto.

In seguito al chiarimento concernente l’abbigliamento tipico ultras, oggi concentreremo l’attenzione su di un oggetto completamente “hand made” da parte di uno dei gruppi organizzati più focosi della storia, vale a dire quello del Millwall. Da sempre riconosciuti come la tifoseria maggiormente energica di Inghilterra, i “Lions” hanno fatto e fanno parlare di sé soprattutto per le loro rischiose abitudini, ma anche invenzioni.

A tal proposito introdurremo quello che può essere definito un vero e proprio colpo di genio in termini di creatività: “The Millwall Brick”. Semanticamente la parola “brick” equivale a mattone, il che fa intuire il contorno entro il quale svilupperemo la descrizione dell’oggetto in questione e la relativa consistenza.

In Inghilterra, a partire dagli anni sessanta, cominciarono ad aumentare i controlli all’entrata degli stadi al fine di evitare spiacevoli inconvenienti a partita in corso tra fazioni diverse. Bastoni, mazze, bombe carta, erano vere e proprie armi da utilizzare contro i propri “nemici” e, per molto tempo, sancirono una pagina estremamente violenta del tifo britannico. Una volta delineate le linee guida per orientare gli Stewart a garantire sicurezza all’interno degli impianti, però, gli accadimenti precedentemente citati diminuirono notevolmente.

Perlomeno fino a quando, poco dopo, alcuni tifosi del Millwall decisero di dar vita ad un’arma realizzabile completamente in maniera “legale”. Senza destare alcun sospetto, infatti, i supporter della squadra londinese portavano con sé numerosissimi giornali all’interno delle strutture sportive. Ovviamente vi starete chiedendo come da un semplice quotidiano possa nascere uno strumento utile a creare disagi alla quiete altrui.

Eppure è possibile, in quanto il famigerato “Millwall Brick” non era altro che un ammasso di carta. La tradizionale realizzazione implica che i giornali vengano tutti piegati a maniglia, in modo da dare una forma più comoda da impugnare. Per facilitare la presa infatti, a volte, venivano aggiunti addirittura degli elastici con il fine di legare le estremità dell’arma. Oltre a tutto ciò, vi sono delle varianti importanti da sottolineare: in casi estremi i tifosi del Millwall inserivano all’interno del giornale ulteriori componenti per irrigidire il “brick”, quali penne, matite e così via; naturalmente, in questo modo, l’effetto era ancor più pericoloso.

Secondo dettaglio, ma non per importanza, è quello che specifica la straordinaria efficacia dei liquidi durante la composizione: più bagnati saranno i quotidiani, maggiore sarà il loro peso. Quest’alternativa alle classiche dinamiche di scontro risultò estremamente dannosa per chi subiva il suo impiego ma, soprattutto, difficile da fermare (per quanto riguarda le restrizioni ed i controlli). Insomma, da un normalissimo quotidiano, si può ricavare uno strumento davvero minaccioso.

Sulla tifoseria del Millwall apriremo una parentesi a parte. Per adesso, invece, ci auguriamo che gli Ultras e il loro lato sano possano tornare quanto prima ad occupare quegli stadi tanto vuoti, quanto tristi.

Foto: Wikipedia

Renato Oliviero

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