“Sfera cubica”, il Mistero Meret – di Livio Varriale

Cari amici della rubrica sfera cubica, oggi parliamo del mistero Meret.

Mistero scientifico a dirla tutta, ma premetto che nella vita faccio il giornalista e non il medico.

Però, ho all’attivo una sessantina di trasmissioni mediche. Certo, non tutte di ortopedia anche se quelle non sono mancate. Ed ecco allora che ricevo una telefonata che mi dice, alla luce della scadenza fissata dal Napoli Calcio dei  40 giorni previsti per il rientro di Meret, che girano voci preoccupanti sullo stato di salute del ragazzo.

Chiedo le motivazioni e mi viene spiegato che il giocatore è stato operato per una frattura composta, cosa insolita per un paziente normale,  per agevolare i tempi di recupero che invece rappresenta una prassi nel mondo dello sport agonistico.

I famosi 40 giorni, per intenderci, dovevano trascorrere e consegnarci il giocatore già pronto nella partita contro la Samp. Quindi se ragioniamo nell’ottica delle dichiarazioni della società, l’intervento è stato fallimentare perché non ha consentito il recupero accelerato del giocatore.

Quindi forse meglio non operarlo a questo punto. Inoltre, si esprimono dubbi su come una placca alla mano possa praticamente reggere nel tempo quando un portiere di serie A sbatte mediamente almeno 50 volte al giorno con urti di ogni tipo.

E su questo ho un bel precedente da darvi:  un amico questa estate per una frattura scomposta alla spalla, e non composta come il nostro giovane portiere, ha praticamente subito un intervento che ha previsto l’installazione di una placca. Dopo due settimane nell’acqua, e quindi a gravità pressoché vicina allo zero, per due bracciate si è rotto di nuovo.

Altra leggenda metropolitana di cui si parla è quella di Mariani come grande luminare dell’ortopedia. Ed è così, confermo, ma come tutti i luminari che hanno costruito tanto nella vita, bellissimo il suo centro ortopedico a Villa Stuart, oggi è solo testimonial di un reparto che viaggia solo ed esclusivamente con le mani di altri chirurghi. Quindi Mariani non opera più, ma i suoi assistenti al posto suo che saranno sicuramente più bravi, però, la definizione corretta per chi scrive o parla di calcio non è “operato da Mariani”, bensì “operato dallo staff del dott. Mariani”.

Altra leggenda metropolitana è quella dell’acquisto di Ospina per far recuperare Meret. Karnezis è il terzo portiere da quando è stato comprato, quindi, mi dispiace per il presidente De Laurentiis, l’acquisto di un portiere in seconda è già stato previsto prima dell’infortunio.

Adesso è vero che ognuno ha i suoi tempi di recupero perché siamo esseri umani e non robot, ma non venite a dirmi che l’intervento di Meret è riuscito come previsto. I quaranta giorni sono trascorsi ed il rientro del giocatore è stato invece prorogato per altri 30 giorni almeno.

Quindi dubitare in questo caso  è più che logico e la logica è nemica della menzogna. Voi da che parte state?

Auguro a Meret di tornare in forma al più presto e soprattutto di giocare quando realmente si sentirà pronto. Ancelotti non è un furbacchione alla Benitez, quindi non agirà come il capo del Rafaelitismo che ha letteralmente bruciato Rafael per facilitare il rientro del suo assistito Reina, fonte per lui di guadagni economici, ma questa è un’altra storia, una cattiveria che appartiene al passato e che sono certo con Ancelotti non si riproporrà.

Questa è la sfera cubica del giorno. La palla vi sembra ancora rotonda?

Alla prossima.

Livio Varriale

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