Serie minori, perchè l’Inghilterra è un esempio da seguire

Foto: account Instagram ufficiale Akinfenwa

SERIE MINORI- Ad oggi il campionato italiano di massima serie è considerato tra i top 5 d’Europa insieme a quello spagnolo, tedesco, francese ed inglese. Le prime 4 nazionalità citate, però, non curano affatto le serie minori a dovere, cosa che invece l’Inghilterra fa egregiamente.

Basti pensare che la Football League Championship (seconda serie inglese) è il campionato di serie minore più ricco di tutta Europa.

I diritti tv di questo campionato sono detenuti da Sky Sports e Fox Sports, la quale arriva a trasmettere i match fino in Australia (che fa parte del Commonwealth), cosa non ancora pervenuta nelle altre nazioni.

foto: account Twitter ufficiale Fox sports

Anche il pubblico in questa serie professionistica minore fa la differenza, infatti, nel corso della stagione 2004/2005, diventò il quinto campionato al mondo per numero di tifosi allo stadio perché, stando ai dati, si registrarono ingressi negli impianti sportivi per un numero pari a quasi 10 milioni di persone.
C’è da dire che la League One e League Two (corrispondenti alle nostre Serie C1 e Serie C2 di una volta) non sono da meno in quanto innovazione. Perché?

foto: account Instagram stevenagefcofficial

I diritti tv di questi due campionati sono di proprietà di ITV, la quale è un’illustre rete della Gran Bretagna con sede a Londra. Hanno anche introdotto il salary cap (cosa che gli altri campionati europei cercano da tempo di fare), per la quale i calciatori non possono guadagnare più di 2.5 milioni in terza divisione e 1.5 milioni in quarta divisione.

A questi particolari si aggiunge anche la possibilità per tutte le squadre su suolo bretone di partecipare alla nota e storica FA Cup. Durante le partite di questa coppa infatti, abbiamo visto club prestigiosi come il Tottenham affrontare piccole realtà come il Marine Football Club, squadra che milita in League One.

Essendo all’avanguardia, ci sono club come il Leyton Orient che è stato protagonista di un reality in stile ‘Campioni’ prodotto da Agon Channel (canale italiano).

Anche nel noto videogame ‘Fifa 21’ sono presenti:

  • Premier League;
  • Championship;
  • League One;
  • League Two.

Le grandi aziende puntano su questi campionati, la dimostrazione ne è lo Stevenage (fondato nel 1976), diventato noto grazie alla partnership con una delle catene di fast food più imponenti del pianeta, ‘Burger King’.

foto: account Instagram stevenagefcofficial

Per molti potrebbe essere anche una cosa da poco conto, ma è l’ennesima dimostrazione di quanto l’Inghilterra sia un modello da seguire per le altre nazioni anche sotto l’aspetto delle serie minori, dove in paesi come il nostro non vengono valorizzate abbastanza.

Per esperienza personale posso dire che il campionato italiano di Serie D non potrebbe mai essere presente su una piattaforma videoludica così importante (ndr. Fifa) perché vige la mentalità retrograda di puntare solo sulla Serie A.

La Serie C italiana viene trasmessa da Eleven Sport, ma non con il giusto coinvolgimento dei tifosi.

C’è da fare un’altra considerazione: i diritti di trasmissione delle partite della quarta divisione italiana sono in possesso di più emittenti satellitari che si dividono le partite.

Alcune squadre come il Savoia trasmettono i match in streaming chiedendo l’acquisto di un ticket dal valore di 5.49€ per singola partita.

foto: pagina Facebook U. S. Savoia 1908

Altre società come la Puteolana permettono ai propri tifosi di seguire comodamente da casa tutti i 90 minuti dei match, trasmettendo in diretta sulle proprie pagine ufficiali.

Sicuramente la passione non cambia da una nazione all’altra, ma le modalità di trasmissione e pubblicità, insieme agli sponsor, fanno la differenza.
Cara Italia, ancora una volta il modello inglese dista anni luce.

Antonio Napoletano

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