“Riflettiamo per migliorare questo 2021”
“E a te chi te l’ha detto che oggi è il 31 dicembre?…Se tu ti trovassi a Calcutta, festeggeresti la mezzanotte 2021 di Calcutta o aspetteresti quella di Napoli ?”
Secondo la teoria relativista del maestro Luciano De Crescenzo, come traspare da queste semplici parole di un celebre film, il tempo non esisterebbe.
Ma (teorie filosofiche escluse) tra l’incertezza dell’esistenza del tempo, trova spazio la certezza che questo lungo periodo di 12 mesi sia stato difficile e avverso un po’ per tutti.
2020, quattro cifre di cui l’ultima sta per cambiare, ma passare a questo nuovo anno targato 2021, non significa soltanto questo. Per molti sarà un vero e proprio voltare pagina, un’ondata di speranza e forza di ripartire, ritornando pian piano alla vita di sempre.
Sebbene immaginarci senza mascherine sia ancora un miraggio, pensare ad ospedali più vuoti e più sicuri invece è lecito. Un 2020 che per farsi perdonare ci lascia con una bella notizia: arrivano i vaccini in Italia, 27 dicembre giornata storica. Ed è proprio da qui che bisognerà ripartire, con l’auspicio che la maggior parte della popolazione possa essere presto vaccinata.
Se è vero che non tutti i mali vengono per nuocere allora prendiamoci un minuto per riflettere, cercando di trarre beneficio dagli sbagli e dagli eventi negativi di quest’anno.
Saremo tutti d’accordo dunque se pensiamo che in questi mesi abbiamo avuto la possibilità di stare più tempo con le nostre famiglie scoprendo diversi aspetti, così come la possibilità di apprezzare molto di più i momenti all’aperto con gli amici o il proprio partner.
Che ciò possa quindi regalarci più gioia quando finalmente non sarà più vietato nulla, e che possa farci essere felici per il solo fatto di essere “liberi”.
Inoltre ormai in tanti avremo capito maggiormente l’importanza del sacrificio, e quanto, per il bene di tutti, sia fondamentale l’impegno di ognuno. Nonché la consapevolezza che ci sono persone come i nonni, che hanno bisogno di maggiori attenzioni e protezione.
Anche per la nostra squadra di calcio non è stato affatto un anno facile, ma così come nella vita, anche nello sport, lo spirito di sacrificio è tutto. Non ci resta dunque che sperare in una squadra sempre più unita, degna di giocare nello Stadio Diego Armando Maradona.
Se adesso lo stadio porta questo nome è perché, come tutti sappiamo, quest’anno si è caratterizzato anche per tante, troppe scomparse, di cui ovviamente la maggior parte a causa del covid. Dunque un pensiero speciale va necessariamente a chiunque abbia perso un proprio caro, un ringraziamento altrettanto speciale invece agli eroi del 2020, medici e infermieri.
Beh adesso, così come recita lo striscione della Curva A di pochi giorni fa, non ci resta che dare “un calcio in cu*o al 2020” e festeggiare questo capodanno che ci porterà al 2021 con le persone care, sebbene non tutte.
Raffaele Accetta



