Perché l’Olanda continua a fallire?

Perché l’Olanda continua a fallire?

È terminato agli ottavi il cammino ad Euro2020 dell’Olanda di Frank de Boer. Gli Orange sono stati sconfitti 2-0 dalla modesta Repubblica Ceca, alla Puskás Aréna di Budapest.

Nonostante in punteggio pieno ai gironi (9 punti), avendo battuto Ucraina, Austria e Macedonia, il torneo del team guidato dal ct ex Inter non era partito nel migliore dei modi. I tifosi hanno contestato a de Boer il modulo, 5-3-2, poiché avrebbero voluto che la squadra si disponesse tatticamente con il 4-3-3. Anche il fratello del commissario tecnico, Ronald, ha in un certo senso appoggiato i fan, pensando alla filosofia calcistica storica degli Arancioni, anche se non ha bocciato del tutto quella di Frank, come può trasparire dalle sue parole: “Johan Cruyff si rivolterebbe nella tomba, ma lo farebbe anche se vedesse una partita del Barcellona di Ronald Koeman. Stiamo parlando di un sistema di gioco molto allettante, ma dipende da come lo si interpreta”.

Inoltre, al mister 51enne gli sono state criticate alcune scelte di formazione, come la titolarità di Marten de Roon, centrocampista dell’Atalanta, e non quella di Ryan Gravenberch, calciatore dell’Ajax.

Franciscus, però, è sempre stato fiducioso e le sue dichiarazioni, in conferenza stampa alla vigilia degli ottavi di finale, lo dimostrano: “In partenza l’obiettivo erano le semifinali, ma adesso vogliamo vincere. Il tabellone è ottimo: riposeremo 5 giorni prima dei quarti, un bel vantaggio”.

Beneficio da lui auspicato che non si è potuto concretizzare, poiché tra le migliori otto la sua Nazionale non è riuscita ad entrare, grazie anche ad un espulsione di Matthijs de Ligt, che ha indirizzato la partita in favore della Repubblica Ceca. Quest’ultimi sono stati bravi a sfruttare al meglio la superiorità numerica e a diventare una delle sorprese del torneo, fin qui. Al prossimo turno, dovranno affrontare la Danimarca.

Foto: Twitter ceskarepre_cx

IL FALLIMENTO DELL’OLANDA ARRIVA DA LONTANO

Per ritrovare un buon piazzamento degli Oranje in un torneo importante, dobbiamo tornare al gruppo di Luis Van Gaal, che è arrivato terzo al Mondiale di Brasile del 2014. Inoltre, per l’ultimo trionfo Arancione bisogna tornare al 1988, Europei di Germania Ovest. Era l’Olanda di Ruud Gullit e Marco Van Basten, guidata da Rinus Michels.

Considerando gli ultimi anni, 2014-2021, sono cambiati ben sei commissari tecnici -Guus Hiddink, Danny Blind, Fred Grim, Dick Advocaat, Ronald Koeman e Frank de Boer-, ma nessuno è riuscito a far bene. Anzi, i fallimenti sono stati fin troppi: la mancata qualificazione all’Europeo 2016, alla Confederations Cup dell’anno seguente ed al Mondiale di Russia 2018. Senza contare il secondo posto nella prima edizione di Nations League (sconfitta in finale da favorita al cospetto del Portogallo).

Foto: Instagram OnsOranje

COME POTREBBE RIPARTIRE L’OLANDA?

I Paesi Bassi potrebbero tornare ad essere grandi con un ct olandese e con delle idee di gioco ben definite come Erik ten Hag, attualmente all’Ajax. Quest’ultimo, ha dimostrato di saper far crescere i giovani, di essere un vincente, almeno in patria, conquistando due scudetti, altrettante Coppe Olandesi ed una Supercoppa in tre anni. Oltre ciò, ha dimostrato che tramite il gioco si può fare bene, nonostante la squadra non sia la migliore della competizione: una dimostrazione è il cammino dei Lancieri nella Champions League 2018-19. I Godenzonen sono stati eliminati in semifinale contro il Totthenam, ma sono riusciti a superare club candidati alla vittoria finale, del calibro di Real Madrid e Juventus. Per di più, la disposizione in campo sarebbe 4-3-3, modulo che ha reso noto l’Olanda e che farebbe felici i tifosi.

Insomma, ripartire non sarà facile, ma gli Orange devono tornare a fare la voce grossa e ad essere tra le favorite per il titolo di un torneo internazionale.

Foto: Instagram Ajax

Foto copertina: Twitter OnsOranje

Alfonso Oliva

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