Nottingham Forest campione d’Europa, altro che SuperLega

Nottingham Forest campione d’Europa

Il calcio è lo sport delle imprese impossibili, dei colpi di scena, delle favole inimmaginabili. Guardare una partita ed emozionarsi è capitato praticamente a tutti. Di miracoli sportivi, i quali rappresentano l’essenza di questo “gioco”, ve ne sono stati parecchi; tra i più significativi, però, ricordiamo la duplice vittoria della Coppa dei Campioni da parte del Nottingham Forest.

Ad oggi militante in Championship la squadra inglese, in passato, ha scritto veri e propri pezzi di storia, iscrivendosi a pieno merito nell’albo d’oro del calcio. Tutto cominciò nella stagione 1975/1976, quando i “reds“, ancora in seconda divisione, furono risollevati grazie a Brian Clough, un tecnico magico. L’allenatore riuscì in pochissimo tempo, soprattutto grazie ad acquisti mirati, a dare una mera identità alla propria squadra.

Il Nottingham nell’arco di qualche mese, non solo raggiunse la promozione (1977), ma riuscì anche a disputare un campionato di tutto rispetto (a discapito dell’opinione pubblica). Nonostante ci fossero club ben attrezzati quali Liverpool ed Everton, i ragazzi di Clough compirono un’impresa classificandosi primi in First Division. Era il primo trofeo in assoluto della competizione nazionale e valeva moltissimo, in quanto nella stagione successiva i reds avrebbero potuto partecipare anche alla fantomatica Coppa dei Campioni (anch’essa mai approcciata sino ad allora).

Tanto ambito quanto temuto, il torneo organizzato dalla Uefa per la stagione 1978-1979, vide un’ascesa pazzesca degli inglesi i quali, meritatamente, raggiunsero addirittura la finale. Si giocò Nottingham Forest-Malmo all’Olimpico di Monaco di Baviera e il risultato fu di uno a zero per i massimi esordienti della competizione. I reds erano campioni ma, soprattutto, lo erano da “novellini”.  Una favola senza precedenti che fece parlare ed emozionare tutti gli appassionati di calcio, uno spettacolo per i romantici di questo sport.

All’epoca i vincitori della Coppa dei Campioni si qualificavano automaticamente per l’edizione successiva. Consapevole dei propri mezzi, la squadra britannica cercò di gestire le forze per affrontare al meglio le partite su più fronti: in First Division si classificò quinta, mentre nell’attuale Champions ci fu un’altra sorpresa. Spazzati via Dinamo Berlino ed Ajax, il Nottingham si apprestava a giocare la sua seconda finale in due anni; questa volta contro l’Amburgo, vincitrice dello scontro con il Real Madrid.

Proprio il Bernabeu ospita la partita tanto attesa. I ragazzi di Clough cercano di applicare una tecnica difensiva nei confronti dei tedeschi, non a caso il match sembra decisamente imbrigliato; quando, improvvisamente, al ventesimo minuto colpisce il leggendario Robertson che insacca alle spalle di Kargus. L’incontro termina 1-0 e i reds vincono nuovamente la Coppa dei Campioni.

Il Nottingham si classificherà come la squadra più efficace nel partecipare alla competizione, in quanto detentrice di due trofei conquistati, per l’appunto, in due edizioni consecutive (nonché le prime in assoluto). La notizia della creazione della Superlega (seppur successivamente abolita), ha fatto pensare agli amanti del calcio anche a questi splendidi momenti. In queste storie emerge il lato più puro del calcio, uno sport nato per tutti e a stampo meritocratico.

Tornei ad inviti chiusi non rispettano affatto questi criteri e, come tali, non meritano un posto nel cuore degli appassionati. Viva il Nottingham Forest e le imprese sportive secolari.

Renato Oliviero

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