Massimo Troisi e il suo amore verso Napoli e il Napoli

foto: Il Fatto Quotidiano

Massimo Troisi è la rappresentazione più profonda e vera di Napoli, colui che ha esportato la napoletanità in tutta Italia e non solo. Incarna la vera essenza della città dalla cosa più amara alla quella più bella.

Se non avete ancora visto un suo film, un suo sketch o una sua intervista è arrivato il momento di aprire YouTube o Netflix e rimediare subito.

La sua sensibilità ha portato la stampa a soprannominarlo “il comico dei sentimenti”, perché lui viveva di sentimenti, soprattutto verso la sua città e, come ogni napoletano che si rispetti, verso la maglia azzurra.

La famosissima intervista al Pulcinella senza Maschera rimane nel cuore di tutti i napoletani. Era il 10 maggio del 1987, si festeggiava il primo storico scudetto. Quel Napoli ebbe la meglio sul Milan di Arrigo Sacchi, una tra le squadre più forti della storia del calcio. Una vittoria che celebrava i valori tecnici della squadra azzurra e nono solo. La conquista del tricolore, infatti, ha rappresentato il riscatto di un’intera città, ancora oggi vittima di pregiudizi e maldicenze.

“Non scoppieremo. Stavolta, davvero, il Napoli fa sul serio e mi sembra anche giusto! Perché c’è sempre una polemica. ‘Ma come, con i problemi che avete a Napoli pensate al calcio?’ Cioè, non lo so, siamo proprio destinati a piangere, a stare sempre male? Dobbiamo essere obbligati a stare male? Ogni tanto viene anche qualche soddisfazione“. Le parole di Troisi.

La sintesi perfetta di un popolo troppo spesso distrutto dall’opinione pubblica e dai media nazionali.
Parole che a distanza di anni suonano più attuali che mai.

Il football come rivalsa sociale, un pezzo d’Italia che vuole ribellarsi allo status quo, e sovvertire, almeno per una volta, le gerarchie del calcio italiano.

foto: www.ilmondodisuk.com/

D’altronde Troisi ha sempre cercato di spezzare via i luoghi comuni che attanagliano la realtà napoletana, con una classe, sottigliezza, semplicità e comicità unica. Non basterebbero davvero aggettivi per descrivere la sua grandezza.

Un napoletano Doc come lui poteva tifare una squadra diversa da quella della sua città?
Secondo Pino Calabrese, attore napoletano e amico di Massimo Troisi, il genio di San Giorgio a Cremano avrebbe svelato in un’intervista al Corriere dello Sport incredibili capovolgimenti di fronte:

Massimo Troisi era tifoso della Roma. Io ho cominciato a teatro nei primi anni ’70 ed avevo Massimo come compagno di avventura. Troisi era ed è sempre stato un grandissimo tifoso della Roma. Poi negli anni del successo, soprattutto dopo ‘la Smorfia’, ha dovuto un po’ nascondere il suo tifo per evidenti motivi professionali. Tra l’altro il suo successo coincise con i grandi anni di Maradona e dello scudetto a Napoli“. Le parole dell’attore.

La smentita arriva subito da un amico di infanzia di Massimo, Alfredo Cozzolino, che a Hangover Entertainment attesta che: Escludo la cosa, potrei scommetterci. Massimo essendo passionale non avrebbe nascosto la cosa. Il Napoli era ospite fisso a casa sua e quando si giocava con la Roma si ascoltava la partita a casa di Massimo e ognuno tifava per la sua squadra. Non si è mai soffermato sui giocatori della Roma. Massimo, poi, non aveva peli sulla lingua e come per altri non avrebbe nascosto il suo pensiero. Non so perché sono state dette queste cose da questa persona, non so se può essere una pubblicità per lui. Forse avrebbe fatto meglio a ricordare i momenti passati con Massimo. Massimo era solo tifoso del Napoli e posso mostrarlo con diversi video, dove incitava anche Maradona“.

Proprio quel Diego Armando Maradona, sempre difeso da Troisi: “Maradona è un grandissimo giocatore, il migliore del mondo. Le polemiche che si fanno su di lui sinceramente mi sembra assurde. Si parla che lui prende tanti soldi, ma è il più grande giocatore al mondo. Io diffido sempre di chi paga tanti soldi a chi non è il più grande giocatore del mondo”.

Tra l’altro Troisi ha avuto anche la fortuna di giocarci con Maradona durante una partita di beneficenza. In quell’occasione anche lui indossava la Diez sulle spalle. L’incontro tra Maradona e Troisi e come quando guardi il Vesuvio bagnato dal mare. Poesia in movimento, un’immagine che non ha bisogno di essere commentata.

Il siparietto tra il Dio del calcio e uno dei re della comicità italiana è un miscuglio tra fascino e comicità.
Un Troisi molto imbarazzato ascolta le parole di Maradona, che alla domanda, chi è più bravo tra i due? Diego risponde: “Lui”, riferito a Troisi, il quale si fa scappare una risata e replica con: “No, non esiste questo discorso”.

foto: sport.sky.it

Forse uno dei difetti di Massimo e che non andava spesso allo stadio, anzi quasi mai. Ha sempre seguito le partite dalla televisione.
“Sono andato allo stadio una volta, a Roma, per una partita di Coppa Italia, Lazio Napoli. Volevo vedere Diego era la prima volta che era arrivato”. Dirà Troisi.

Questo i napoletani non gliel’hanno hanno mai recriminato. D’altronde come criticare uno che di Napoli ne ha fatto un suo stile di vita.

C’è solo da ringraziare Massimo per le sue perle di vita vissuta e di saggezza sconfinata, per aver difeso la terra partenopea e la lingua napoletana in ogni dove.
In questo giorno speciale è opportuno rimembrare uno degli esponenti massimi della cultura della città all’ombra del Vesuvio.

Grazie Massimo.

Valerio Petrosino

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