Maradona Junior si racconta: “Sono stato felice con mio padre. Quello che fatto per Napoli e l’affetto ricevuto mi colpiscono. Non tradirei mai questa città”

Maradona Junior si racconta: “Sono stato felice con mio padre. Quello che fatto per Napoli e l’affetto ricevuto mi colpiscono. Non tradirei mai questa città”

Diego Armando Maradona Junior si è raccontato per la prima volta dopo la scomparsa del papà tanto amato, in esclusiva ai colleghi di Radio CRC. Un intervento pieno di emozioni, ecco quanto raccolto:

Dire come sto è difficile. Fisicamente sto sicuramente meglio. Da un po’ di tempo non me la passo bene, il ricovero per COVID è stata una mazzata, un momento buio anche psicologicamente. La notizia di mio padre è stata la batosta finale, non so come dire. Il lutto si elabora col passaggio dei giorni.

La sera prima non riuscii a dormire, ma per il pomeriggio seguente mi ero ripromesso di non recuperare il sonno. Guardavo un film alla tv il Mercoledì pomeriggio, quando un mio amico, giornalista spagnolo, mi scrive della notizia. Non gli ho dato subito peso, quante volte delle testate avevano attribuito la morte a mio padre, quando non era nulla vero…
Poi ho ricevuto la conferma e lì ho realizzato che mio padre era andato via.
Ho avuto il contatto con la morte per la seconda volta in pochissimo tempo: qualche giorno prima quasi non respiravo più nel letto di ospedale. Ho visto due volte la morte, con me prima e con mio padre dopo.

Io quando sono stato con lui sono stato felicissimo. Ho impiegato 29 anni per recuperare il rapporto con mio padre. Quando è nato mio figlio pensai che si sarebbe chiuso il cerchio con il mio papà, avrebbe abbracciato suo nipote. Lo ha battezzato e io do valore a questo tempo.

Io ho sempre cercato di essere me stesso, nelle cose buone e nei difetti; pur sapendo di avere un cognome pesante in città. Il nome Maradona per me è stata sicuramente una problematica, non sai mai con quali intenzione le persone ti vengono vicine(se con trasparenza o secondi fini, ndr). Sarei potuto andare a vivere altrove, a Torino ad esempio, ma io sono legato a Napoli, non andrei mai a vivere in un altro posto solo per lasciare la città che mi ha dato tanto affetto.

Sono stato malissimo perchè non sono potuto uscire di casa, partecipare alle manifestazioni che ci sono state in città.
Sai cosa penso? Mio padre ha reso felice un popolo dal punto di vista sociale, non solo calcisticamente. Ha portato la gente al riscatto. Tutto questo affetto mi colpisce.

Chiesi a mio padre come avesse potuto fare quel gol straordinario contro l’Inghilterra al Mondiale del 1986(quello dello 0-1, ndr). Me lo raccontò con una semplicità che mi lasciò stupito. Capii che lui è riuscito a rendere le cose difficili, semplicissime.

Un giorno gli dissi che ero stufo delle sue scuse. Se io cerco mio padre per tutta la vita senza essere consapevole di poterlo perdonare, non lo avrei mai ritrovato. Ma a prescindere da questo, lui si è sempre scusato. Io gli dissi che indietro non si poteva ritornare e guardare a quello che era successo in passato, non serviva. Gli dissi ricominciamo, ripartiamo nuovamente. Ma in lui il senso di colpa so che c’era sempre.
Mia madre è stata una figura fondamentale, è stata madre e padre, è stata tutto. Lei mi ha sempre detto che mio padre non è che non mi volesse, ma che c’erano delle problematiche. Sono grato a lei perchè non mi ha mai detto una bugia, e nel tempo ne ho sempre avuto la conferma. Mi ha sempre detto la verità”.

Marco Falco

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