Mancini: “Il cambio generazionale nel calcio è più difficile che negli altri sport”

Mancini: “Il cambio generazionale nel calcio è più difficile che negli altri sport”

Fonte foto: Instagram Azzurri

Durante l’evento “Allenare l’Azzurro” tenutosi nel Salone d’Onore del Coni, il mister della nazionale italiana di calcio, Roberto Mancini ha rilasciato delle dichiarazioni sull’argomento tanto dibattuto dei giovani talenti azzurri poco impiegati. Ecco riportate le sue parole: 

“Credo che gli atleti quando arrivano a un certo livello sono preparati a gestire certe situazioni. Da piccoli lasciano casa e iniziano a risolvere problemi, sono già “vaccinati”. Si sono trovati pronti. Non è stato tutto così semplice, abbiamo avuto difficoltà come a fare la formazione a due giorni dalla gara e poi c’erano un paio di positivi.

“Cambio generazionale? Nel calcio è più difficile rispetto alla pallavolo, al basket o alla pallanuoto. In Italia dobbiamo cambiare la nostra mentalità e pensare che i ragazzi di 18-19 anni possano giocare a massimi livelli. Bisogna dar loro fiducia. Bisogna dare loro la possibilità di fare errori e di essere chiamati dai commissari tecnici. L’Under 21, ad esempio, arriva a fine biennio che ha giocatori di 23 anni e alcuni di loro non giocano in prima squadra: per noi così è faticoso cercare i talenti. Sono rimasto estasiato quando De Giorgi (Ct Ital Volley) ha messo dentro tutti i ragazzi e ha vinto l’Europeo sono rimasto estasiato. Sarebbe bello se potessimo avere anche noi questa possibilità, ma va cambiata la mentalità alla base. Poi devono darci la possibilità di avere i calciatori per più tempo. 

Quanto conta lo staff? Lo staff è fondamentale. Non si può far tutto da soli, delego abbastanza. Sono democratico. Lo staff è fatto di persone che oltre a lavorare hanno la possibilità di parlare con i giocatori e ricevere feedback che non condividono con il mister. E questo può essere utile. Le riunioni che facciamo prima dei match sono importanti. Noi stiamo poco con i giocatori durante l’anno., ma se non c’è un buon rapporto diventa difficile. La nostra atmosfera ad esempio è sempre stata straordinaria all’Europeo dove non eravamo la squadra migliore. Ma abbiamo avuto un livello incredibile anche grazie a uno staff bravissimo.

Obiettivi 2023? Noi dobbiamo cercare di riscattarci. Sarà un anno importante con le finali della Nations League e le partite di qualificazione al prossimo campionato d’Europa, dobbiamo fare meno errori possibili”.

Giovanni Sica

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