Lorenzo Insigne: leader del Napoli e della Nazionale, ma…

Lorenzo Insigne: leader del Napoli e della Nazionale, ma…

Twitter Lorenzo Insigne

Determinati, ricchi di mentalità e disposti al sacrificio. Basterebbero queste parole per descrivere al meglio i leader nel mondo del calcio. Le figure di maggior spessore, infatti, vantano una grandissima personalità che, quasi sempre accompagnata da talento e dedizione, garantisce risultati decisamente non indifferenti. Nel corso di EURO 2020 è stato possibile interfacciarsi con diverse realtà a molti sconosciute, come ad esempio la Repubblica Ceca di Patrick Schick. Tuttavia, uno dei grandi protagonisti della competizione milita in Serie A ed indossa la fascia di capitano del Napoli, squadra della sua città. Stiamo ovviamente parlando di Lorenzo Insigne, icona della società post fallimento che ha acquisito grande maturità nelle ultime stagioni dopo una prima parte di avventura napoletana tutt’altro che semplice.

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Napoli è divisa: conflitto interno per il 24

Dopo aver entusiasmato il pubblico di Pescara, l’attuale numero dieci della Nazionale ha dovuto lavorare sodo per replicare all’ombra del Vesuvio le gesta che hanno contraddistinto la magica annata in Serie B sotto la guida di Zdenek Zeman. Soprattutto nell’epoca Benitez, il luogo di nascita ha rappresentato un peso notevole per un giovane talento che non aveva ancora trovato la sua dimensione in un progetto work in progress. In alcuni casi, lacrime e gesti poco carini hanno creato un vero e proprio conflitto interno con una minoranza rumorosa dell’ormai ex San Paolo. Nonostante il grande cambiamento mentale avvenuto nell’era Sarri, successivamente impreziosito dalla doppia gestione Ancelotti-Gattuso, il classe 1991 continua ad essere elemento di divisione all’interno della piazza partenopea. In molti vorrebbero un contributo maggiore a causa delle origini, forse fin troppo esigenti considerando l’alto numero di reti collezionate negli ultimi anni. Altri, invece, difendono il proprio capitano in ogni circostanza, ricordando la sua importanza in una squadra che solitamente pecca di presunzione e poca grinta.

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Gli occhi non mentono

Spesso innamorati di napoletani d’adozione, una parte della tifoseria non esalta il grande lavoro svolto nel tempo dal calciatore che dovrebbe rappresentare i colori azzurri nel mondo. Il poco clamore mediatico dedicato ad Insigne ha letteralmente coinvolto anche i media nelle “Notti magiche” di Roberto Mancini e dei suoi ragazzi. In diverse occasioni, infatti, l’importanza assegnata a calciatori determinanti non è stata ugualmente attribuita al capitano del team partenopeo quando egli ha saputo rendersi protagonista di momenti esaltanti per gli amanti del pallone. Per dare ulteriore valore a quanto affermato, basterebbe far riferimento al periodo che ha preceduto gli Europei, dove la necessità di raccontare le vicende di nuove leve, come Bastoni e Raspadori, ha ridimensionato prestazioni sontuose dell’esterno sinistro. Atteggiamento replicato dalla stampa anche nel corso del torneo che ha catturato l’attenzione di milioni di supporters, con i pilastri della difesa azzurra che hanno involontariamente oscurato il grande spirito di sacrificio di un attaccante di fascia che ha quasi sempre aiutato i difensori in fase di non possesso per poi ricoprire posizioni del tutto innaturali, come ad esempio quella di punta centrale nel 4-3-3 proposto dal CT nel secondo tempo del match contro la Spagna. Sudore e fatica non sembrerebbero essere sufficienti per elogiare un degno erede dei valorosi, e probabilmente inarrivabili, numeri dieci del passato. Tormentoni ed ironia, come l’ormai noto “Tiraggir”, nominato anche dai telecronisti RAI dopo il gol di Federico Chiesa alle Furie Rosse, sono stati etichettati quasi come unici elementi offerti dal fantasista, creando un imponente effetto di dominazione nei riguardi di atteggiamenti da vero e proprio trascinatore. Oltre ai soliti noti, il gruppo guidato egregiamente dall’ex allenatore dell’Inter trova in Lorenzo Insigne l’uomo sul quale affidarsi nelle situazioni di difficoltà, sia dal punto di vista tattico che negli episodi. Egli lotta con intensità ed adrenalina indifferentemente dal tassello del puzzle azzurro che ricopre, garantendo una mentalità adatta per eventi di rilevanza proprio come i Campionati Europei. La finale con l’Inghilterra potrebbe rappresentare la vera consacrazione internazionale per il numero ventiquattro, il quale sogna un gol decisivo e la conquista del primo titolo con la Nazionale.

Ivan Serio

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