Le nobili decadute: quando Palermo sognava la Champions

Le nobili decadute: quando Palermo sognava la Champions

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Dopo aver fatto un excursus nelle realtà di Messina e Treviso, il nostro tour delle grandi piazze condannate al calcio di minor rilevanza continua in quel di Palermo. Il club rosanero, soprattutto nel primo decennio del 2000, ha incantato il panorama calcistico italiano attraverso la bravura di calciatori forti e funzionali ai rispettivi progetti tecnici.

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Dalla Serie C alla Coppa UEFA

La grande storia dell’aquila siciliana nel modo dei grandi vede l’anno 2001 come punto di partenza. In quella stagione, infatti, il presidente Sergio D’Antoni allestì una squadra dotata di un valore tecnico non indifferente. Diversi nomi che componevano la rosa che militava in Serie C1, infatti, hanno successivamente trovato consacrazione in massima categoria. Basta pensare all’idolo dei social Franco Brienza e a futuri titolari di squadre importanti come Leandro Rinaudo, ex difensore di Napoli e Juventus.

Ottenuta la promozione in cadetteria, la dirigenza decise di puntellare il gruppo che aveva letteralmente dominato in terza divisione nella stagione precedente per poi affidarlo alla guida tecnica dell’esperto Bortolo Mutti. Soltanto cinque acquisti per competere nelle posizioni nobili, tra questi anche Giuseppe Mascara, storico attaccante del Catania che all’epoca vestiva la maglia della Salernitana.

Il decimo posto in classifica diede alla piazza la possibilità di sperare in un futuro migliore, il quale avrebbe visto la Serie A come grande traguardo finale per un progetto elettrizzante. Tuttavia, la prima campagna acquisti dell’epoca Zamparini, successore di D’Antoni, non ottenne i risultati sperati.

Grazie ad un ulteriore miglioramento del gruppo squadra, il quale portò al Renzo Barbera calciatori dal calibro di Luca Toni, il Palermo chiuse la Serie B 2003-04 al primo posto con conseguente promozione tra le big del Bel Paese.

Il duro lavoro del tecnico Guidolin, impreziosito dal talento di futuri campioni del mondo come Fabio Grosso, Christian Zaccardo e Simone Barone, garantì addirittura l’accesso in Coppa UEFA al primo anno nella massima divisione. Un risultato sorprendente ma decisamente meritato.

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L’ossessione per la Champions League

Acquisita una considerazione internazionale che provocava invidia alle storiche rivali, la società decise di dare continuità al grande cammino intrapreso. Per tre stagioni consecutive, infatti, il team rosanero riuscì ad ottenere un piazzamento per la seconda competizione europea.

Nel 2009/10, però, la consapevolezza di aver allestito una rosa realmente competitiva fece sognare sia la dirigenza che i tifosi, i quali speravano la consacrazione definitiva attraverso la conquista della fase a gironi di Champions League. Un testa a testa con la Sampdoria caratterizzato dalla presenza di calciatori straordinari, una formazione che in Sicilia ricordano a memoria come i versi delle più famose poesie:

Sirigu; Cassani, Bovo, Kjaer, Balzaretti; Nocerino, Liverani, Migliaccio; Pastore, Miccoli, Cavani.

L’alto tasso di qualità non premiò i ragazzi di Delio Rossi, i quali chiusero il campionato al quinto posto dopo l’impresa blucerchiata allo stadio Olimpico di Roma a poche giornate dal termine delle ositlità.

Un declino sorprendente

Nonostante il ridimensionamento subito nel corso degli anni, la realtà sicula riuscì ugualmente ad offrire veri e propri gioielli al calcio italiano, come ad esempio Andrea Belotti e Paulo Dybala. Il secondo decennio del ventunesimo secolo, però, viene ricordato per la discontinuità di risultati. Due retrocessioni in Serie B ed una finale dei playoff persa nel 2018, l’ultimo squillo di una piazza importante. A causa di inadempienze finanziarie, infatti, nel 2019 il Palermo non riuscì ad iscriversi al campionato cadetto. La piazza venne condannata addirittura alla Serie D, categoria superata nel 2020 con la vittoria del torneo dilettantistico. Nel corso dell’ultima stagione, i ragazzi allenati da Giacomo Filippi sono stati eliminati al primo turno dei playoff promozione per il ritorno in B, un calciomercato di livello potrebbe consentire ad una storica compagine del calcio italiano di riacquisire una posizione accettabile. I supporters ricordano con affetto l’epoca d’oro con il desiderio di rivivere quanto prima emozioni simili.

Ivan Serio

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