La disfatta italiana ad Euro ‘92

Foto: profilo ufficiale Instagram Azzurri

Con la mancata qualificazione al Mondiale 2018, sotto la sciagurata gestione Ventura, la Nazionale italiana ha decisamente toccato uno dei fondi più bassi della propria storia.

Il non riuscito approdo in Russia ha, ovviamente, costretto la FIGC ad attuare un cambiamento, affidando la panchina a Roberto Mancini.

L’ex tecnico di Inter e Zenit, su tutti, ha portato a termine l’arduo compito di far risalire la china ad una squadra psicologicamente distrutta.

Nel giro di 3 anni all’incirca, il ct ha restituito entusiasmo e risultati alla Nazionale con talento, fiducia e tanto spazio ai giovani di esprimersi, ingredienti che si sono rivelati essenziali per la “rinascita” azzurra.

Infatti, il team ha collezionato una serie di 27 risultati utili consecutivi e otto vittorie di fila senza subire gol, quasi una vera e propria macchina perfetta.

“EuroItalia”: lo storico in questa competizione

Foto: Wikipedia

L’Europeo è, ormai, ai nastri di partenza. La squadra di Mancini, con tenacia e ambizione punterà forte su questo torneo.

La Nazionale italiana vanta la vittoria di un solo titolo  nel suo storico palmares, quello alzato al cielo da Giacinto Facchetti nel 1968 sotto la gestione di Ferruccio Valcareggi.

Nel corso della propria storia, gli azzurri hanno mancato per ben cinque volte la qualificazione al campionato europeo. Su tutte, oggi ripercorreremo la “disfatta” del 1992.

Foto: Calcioromantico.com

Parliamo dell’Italia, o meglio dell’ultima Italia, di mister Vicini Azeglio, che al termine dell’ultima gara di gironi contro L’URSS, il 12 ottobre, fu esonerato per lasciar posto ad Arrigo Sacchi.

A Mosca terminò 0-0, gli azzurri non andarono oltre il pari. Tra rammarico e rimpianti, la Nazionale tornò a casa deponendo così le proprie armi.

Rammarico, perché se solo quel palo pieno di Ruggiero Rizzitelli si fosse tramutato in gol, ad oggi, forse, staremmo parlando di tutt’altro.

Rimpianto, perché, con consapevolezza, si poteva sicuramente dare qualcosa in più in quel raggruppamento, vedi il pareggio in Ungheria o la sconfitta in Norvegia, la quale compromise quasi del tutto il discorso qualificazione.

Ad accedere all’ambita competizione, alla fine, fu proprio l’Unione Sovietica che chiuse a 13 punti.

L’Italia di Vialli, di Maldini, di Baresi e proprio dell’attuale ct, Mancini, concluse al secondo posto un girone dove solo la vincitrice ottenne l’accesso tra le grandi d’Europa.

Da Azeglio Vicini a Arrigo Sacchi, da Giampiero Ventura a Roberto Mancini. Passaggi di consegne che hanno segnato l’inizio di nuova Era per la Nazionale, un legame tra passato e presente fatto di delusioni e successi.

Foto copertina: Wikipedia

Vincenzo Favale

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