Kim Min-Jae: “The Monster”
Kim Min-Jae: “The Monster”
Kim Min-Jae è un calciatore sudcoreano, che arriva dal Fenerbahce e prende il comando della difesa, sostituendo un tale Kalidou Koulibaly, nel Napoli.
Kim è nato a Tongyeong, il 15 novembre 1996, e in Corea del Sud, a differenza di noi occidentali, è usanza scrivere prima il cognome e poi il nome, quindi per chi non lo sapesse, Min-jae è il nome del ragazzo e Kim è il suo cognome.
Min-jae è il terzo sudcoreano a giocare in Serie A. Prima di lui, il presidente del Perugia, Luciano Gaucci, decise di puntare sul mercato asiatico, acquistando Anh, un giovane dallo sguardo malinconico e dal codino al vento. Ahn, ebbe molti problemi in Italia, dalla esorbitante differenza calcistica, alla lingua e persino al cibo, tanto da mangiare esclusivamente del gelato.
L’esperienza di Ahn in Italia terminò con i Mondiali del 2002, quando l’attaccante reo segnò il goal che eliminò l’Italia agli ottavi di finale. Il presidente del Perugia, adirato, accusò il giovane sudcoreano di esserne la causa e così Ahn decise di interrompe i rapporti con la società e tornò prima in Giappone e poi successivamente ebbe l’opportunità di giocare nuovamente in Europa, prima al Metz e poi al Duisburg, senza infamia e senza lode.
Lee Saung-wood, è il secondo sudcoreano a giocare in Italia, nel Verona, consolata dal fatto che il giovane avesse militato nel Barcellona. Lee fu soprannominato il “Messi coreano” , segnò diverse reti e andò via senza rimpianti.
Il terzo sudcoreano, nonché Min-jae, ha un vantaggio rispetto ai suoi predecessori, quello di aver giocato in un campionato e nelle coppe europee e di saper gestire la pressione, avendo giocato in una patria calda come Istanbul.
Kim fu soprannominato “The Monster” , data la sua imponente fisicità, 190 cm per 88 kg. Noto per il suo stile di gioco duro e ruvido, di piede destro, risulta abile sia in fase di impostazione, data la buona tecnica, e sia in fase di marcatura.
Min-jae, oltre ad essere un calciatore professionista, si è anche laureato in economia aziendale, e nel 2021 ha donato 50 milioni di won sudcoreani, che corrispondono circa a 37 mila euro alla Purme Foundation, associazione impegnata nel sostegno dei bambini disabili. In virtù di tale gesto fu nominato ambasciatore dell’organizzazione.
In conclusione, potremmo dire che Kim è un “gigante buono”, ha tutte le qualità per poter giocare bene, ed emergere in una piazza importante come Napoli.. siamo fiduciosi.
Francesca Tripaldelli
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