Juve-Napoli, Carta canta: tutti i passaggi tra comunicati e protocolli
Per capire la questione/scandalo Juventus-Napoli bisogna indagare sull’aspetto più giudiziale e normativo della vicenda.
Analizzando il protocollo della Lega Serie A, in particolare il numero 51 del 2 ottobre 2020 e i ben 3 comunicati ASL: uno del 3/10/2020, il quale richiama quello del 25/06/2020 e la nota integrativa del 4/10/2020 che chiarisce i primi due comunicati.
Ecco tutti i passaggi:

Come si evince dal comunicato ufficiale n.51 approvato dal Consiglio Lega Calcio: “…indipendentemente da quanto disposto da norme e regolamenti applicati alla singola competizione e fatti salvi eventuali provvedimenti delle autorità statali o locali nonché della FIGC- le seguenti regole in caso di positività…”.
Cio presuppone che in caso di intervento di autorità extracalcistiche la Lega ha ben pochi poteri.

“I contatti stretti individuati nell’indagine epidemiologica dovranno rispettare ai sensi […] della Circolare del Ministero della Salute […] l’isolamento fiduciario per 14 giorni dopo la data dell’ultima esposizione con caso positivo in oggetto(Zielinski ndr)“.

Fin qui tutto scorrevole, ma la circolare suddetta crea dei problemi, leggiamo perché:
“…alla quarantena dei contatti stretti possa fare seguito, per tutto il “gruppo squadra”, l’esecuzione del test […] il giorno della gara programmata, successiva all’accertamento del caso confermato di soggetto Covid-19 positivo, in modo da ottenere i risultati dell’ultimo tampone entro 4 ore e consentire l’accesso allo stadio e la disputa della gara solo ai soggetti risultati negativi al test molecolare”.
Quanto leggiamo fa capire che stare in isolamento fiduciario non è conseguenza di una non disputa di una partita di calcio, perché i giocatori se risultano negativi al test possono partire. Ma la nota integrativa finale fa chiarezza su tutto.

L’ASL per fare chiarezza ha emanato una nota integrativa, ecco cosa riporta: “Si ritiene che non sussistano le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti. Pertanto, per motivi di sanità pubblica, resta l’obbligo per i contatti stretti […] di rispettare l’isolamento fiduciario presso il proprio domicilio”.
L’ente regionale quindi ha di fatto obbligato il Napoli a non partire.
La parola finale sta ai giudici e a chi ha competenze adatte per la risoluzione del caso. Noi ci limitiamo a riportare tutti i documenti e a farvi fare un idea.
Noi intanto ce la siamo fatti, e loro?
Valerio Petrosino



