In Italia c’è poco spazio per i giovani?

In Italia c’è poco spazio per i giovani?

Foto: Instagram Ambrosino

“Può essere più difficile perché abbiamo ragazzi giovani e alcuni non giocano nemmeno in Serie A” – Diceva qualche giorno fa il ct della Nazionale Italiana, Roberto Mancini, dopo la sonora sconfitta contro l’Argentina di Leo Messi. La frase detta dell’allenatore azzurro rispecchia a pieno il poco impiego dei giovani nel campionato italiano.

Negli ultimi due anni, abbiamo visto come anche le grandi squadre abbiano puntato sui propri giovani. Un esempio su tutti è il blasone del Manchester City. La squadra allenata da Pep Guardiola, nonostante i tanti fenomeni in rosa ed i tanti “colpi da teatro” sul mercato, si è molto spesso affidata ad un talento proveniente dalle giovanili: il classe 2000 Phil Foden. In Inghilterra, in generale, si fa molto affidamento sui propri vivai, sui quali si investe, si creano strutture adeguate e si cerca di plasmare dei veri e propri calciatori.

Foto: Twitter Manchester City

Esempio simile a quello della nazione anglosassone, può essere la Spagna. Un club che punta sui giovani è da sempre il Barcellona. La cantera blaugrana ha sempre sfornato i più grandi talenti della storia del calcio, tra cui anche un “alieno” argentino di nome Lionel Messi. Durante l’ultimo anno, l’allenatore Xavi Hernandez (anch’egli nato dalle giovanili del Barça) ha puntato molto sui giovani presenti in rosa, andando anche a giocare partite d’Europa con un centrocampo formato da: Pedri (2002), Gavi (2004) e Nico Gonzalez (1998).

Foto: Twitter Barcellona

In Italia, come detto prima, la situazione è molto diversa. La nostra Nazione ha puntato per diversi anni sui propri talenti, arrivando molto spesso anche alla gloria. Dalla vittoria del Mondiale nel 2006, però, sembra che si stia vivendo soltanto di ricordi. Infatti, analizzando qualche dato, possiamo notare come, nel tempo, l’esordio di nuovi giovani in Italia sia particolarmente calato negli ultimi anni. Ecco un grafico che può dimostrare al meglio ciò:

Foto: Sito Infogram

Il ragionamento che, principalmente, viene fatto nel nostro campionato sulla crescita dei giovani, può essere definito sbagliato. Sulla questione, possono essere analizzate alcune parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa: “In Italia da qualche anno a questa parte c’è la tendenza a considerare campioni dei ragazzi dopo 2-3 partite, ma così si bruciano le tappe: a 20 anni un calciatore non può avere la maturità di un 28enne”. Come si può notare, secondo l’allenatore della Juventus, un calciatore raggiunge la sua piena maturità soltanto a 28 anni. Purtroppo, per colpa di idee come queste, molti talenti vengono sprecati e rimangono in prestito nelle serie minori per anni.

Foto: Twitter Juventus

Passiamo, però, a parlare in modo specifico del Napoli. La squadra partenopea non ha mai valorizzato i propri giovani (se non in casi eccezionali come Lorenzo Insigne) tanto che solo quest’anno ha esordito il primo classe 2000: Alessandro Zanoli. Addirittura, qualche anno fa, il presidente De Laurentiis disse che non avrebbe finanziato al meglio il settore perché, affidandosi al suo Direttore Sportivo, avrebbe compensato questa mancanza affidandosi al mercato. Un esempio lampante di queste dichiarazioni è ciò che è successo quest’anno: il patron azzurro, per sostituire il capitano in uscita, ha deciso di comprare un classe 2001 della Georgia (Khvicha Kvaratskhelia), invece di dare fiducia a giovani avevano fatto bene fin ora. Si pensa, principalmente, a gente come Giuseppe Ambrosino (capocannoniere della Primavera 1) ed Alessio Zerbin (talento che tanto ha stupito nell’ultima annata in Serie B con il Frosinone).

Insomma, che sia Napoli o Italia in generale, nella nostra Nazione si fa poco affidamento a questi ragazzi che hanno voglia di esplodere e dare il massimo. Bisognerebbe cercare di finanziare al meglio i settori giovanili, per arrivare alla pari degli altri campionati che continuano a sfornare talenti, così da riuscire a tornare al top ed andare avanti nelle competizioni europee e mondiali.

Foto: Twitter Napoli

Mario De Lucia

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