Il mondo non si ferma ad Aurelio De Laurentiis

Il mondo non si ferma ad Aurelio De Laurentiis

Possedere una società sportiva è tutt’altro che facile. Il quadro concernente l’immagine del club, infatti, non si limita solamente all’aspetto economico. Gli investimenti, senza ombra di dubbio, sono le fondamenta necessarie per la costruzione di un progetto. Ci sono, però, diversi tipi di gestione che possono essere applicati. Prendiamone in considerazione due: quello del Napoli, a cui capo risiede il patron Aurelio De Laurentiis; e quello dei Leeds, capitanato dall’imprenditore Andrea Radrizzani.

Facendo riferimento al primo, si evidenzia un modus operandi che, nonostante abbia portato buoni risultati, non può considerarsi ancora maturo e vincente. Come mai? Cosa classifica gli azzurri come un club dalla mentalità ancora provinciale?

In primis, va sottolineato che il percorso portato avanti sino ad ora dal Napoli non è da scartare dal punto di vista degli esiti ottenuti ma, alla base, risiedono delle lacune organizzative abbastanza rilevanti:

– Prima tra tutte vi è la mancanza di un settore giovanile; la cosiddetta “Cantera”, dalla quale moltissime squadre, praticamente a costo zero, si avvalgono dei propri giovani campioni. Si tratta di uno spazio riservato ai futuri gioielli della squadra i quali, grazie alle loro qualità, potranno trasformarsi in introiti economici o in stelle da utilizzare in prima squadra; il tutto, ovviamente, dipenderà dalle decisioni del club.

-Politica economica eccessivamente lungimirante: Aurelio De Laurentiis, soprattutto nelle ultime annate in cui il Napoli necessitava di un salto di qualità, ha preferito affidarsi all’acquisto di giovani calciatori. Quest’ultimi si sono rivelati con il tempo validi profili calcistici ma, troppo spesso, non idonei dal punto di vista della mentalità. Una questione, la seguente, che potrebbe essere risolta investendo le medesime somme di denaro in altre identità, magari più esperte e capaci di sopportare le pressioni delle varie competizioni in gioco. Meno profitto futuro, maggior guadagno nell’immediato.

Passando al secondo tipo di gestione, quella di Radrizzani, emerge un progetto le cui modalità operative parlano per sé. L’imprenditore italiano, nel giro di pochissimi anni, ha dato vita a quella che può considerarsi una mera realtà sportiva, quale il Leeds United. Egli acquisterà nel 2017 il club con Aser Ventures, fondo di patrimonio personale per poi, in seguito, appropriarsi di Ellan Road (stadio), da anni in possesso del Comune.  Il restyling dello stadio fu il primo obbiettivo per il presidente dei “Whites” infatti, all’arena, verrà conferito un aspetto totalmente diverso: ricostruzione completa delle aree hospitality e dello store ufficiale.

Nel 2018, il presidente, mette sotto contratto Marcelo Bielsa, uno dei tecnici più promettenti sul panorama internazionale. Gli effetti dell’operato del “Loco” sulla squadra, si noteranno in breve tempo: due anni dopo, il Leeds, otterrà una storica qualificazione in Premier che mancava da sedici lunghe stagioni. Nel frattempo, il centro sportivo, sarà classificato in “categoria uno”, permettendo così all’ U18 e all’U23 di poter disputare una competizione europea.

Ultime, ma non meno importanti, sono le soddisfazioni ottenute negli ultimi mesi. Innanzitutto, vi è l’accordo milionario stipulato con Adidas. Il brand delle three stripes, in seguito alla collaborazione, si è dichiarato entusiasta di aver preso questa decisione in concomitanza con una squadra dai grandi progetti come il Leeds. Poi, lo stesso Radrizzani presso un’intervista tenuta dai colleghi di Nss Sport, non ha negato la possibile coesione con un brand di pura moda come Palm Angels, a testimonianza di un modus operandi sempre più avanguardistico.

La domanda, infine, sorge spontanea: Siamo sicuri che non esista un fondo pronto ad acquistare il Napoli?

Gli azzurri giocano, ormai da tempo, per le zone alte della classifica, mentre il club inglese in questione, prima dell’avvento del suo presidente, era nel più grande dimenticatoio. Di profili come Andrea Radrizzani, pronti a rifondare con un’ideologia ben precisa, ce ne sono moltissimi. La squadra partenopea, semmai dovesse essere venduta ad una personalità come questa, sarebbe sicuramente in ottime mani.

Renato Oliviero

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