Il caffè del Professore di Salvatore Sabella

L’ uomo deve conformarsi alla natura e seguire la ragione.Il saggio è colui che non si lascia turbare dagli eventi, né cerca di controllarli o modificarli.

È la dottrina Stoica , maestra di vita che sembra quasi segnare l’ attuale cammino azzurro , ormai ingabbiato in una ossessione chiamata Champions, che ha tolto quella leggerezza di animo e di pensiero che aveva reso la squadra azzurra inarrestabile.

Maledetta la coppa dalle grandi orecchie, per scrivere la sua storia rischiamo di cancellarne un’ altra.

Ieri si è vissuta una sfida surreale, fastidiosa perché la mente era protesa alla prossima , si fanno solo calcoli, si cerca di limitare il fato, si sperimenta il nuovo, si prova a recuperare , si pensa troppo e non si gioca più.

In una giornata in cui ci si era finalmente resi conto che l’ unione degli intenti giova a tutti, dove ognuno aveva ripreso a fare ciò che gli compete, in una cornice di pubblico degna del Maradona, c’erano tutti i presupposti dello spettacolo, solo che sono mancati gli attori, materialmente presenti sul rettangolo senza infierire, ma con la mente maledettamente ancorata alla prossima, offendendo un presente che andava onorato.

E se l’ intelletto non è pronto, il corpo non può rispondere.Giudicare la prestazione di ieri con obiettività è difficile perché non si è giocato.

Poco importa che non ci sono state azioni corali , nessun automatismo, ognuno per sé e Dio per tutti, si aspettava solo il momento in cui sarebbe entrato Osimehn , leader assoluto del gruppo, ma sempre uno degli undici, e forse l’ unico che sembra libero dai fantasmi e con tanta voglia di giocare sempre e contro tutti solo per vincere.

Ancora trema la traversa per il suo destro terrificante, quello è il segnale da cui tutti devono ripartire, le gare si vincono se c’è voglia di farlo subito e non pensando a quello che verrà.

Non giocando ieri si sono commessi due errori perché il campionato non è stato ancora vinto e lasciarsi condizionare da quello che ( eventualmente) potrà essere è molto rischioso perché potrebbe lasciare tossine sul resto della stagione.

La coppa ci ha bruciato troppe energie , non solo fisiche ma soprattutto nervose, c’è ansia da prestazione e questo ha snaturato l’ indole degli azzurri che invece, con la semplicità del pensiero che aveva cementato la consapevolezza di essere un gruppo forte , avevano dominato in Italia ed in Europa.

Questa è la mancanza di esperienza ai massimi livelli che ci sta facendo pagare un prezzo salatissimo e gli infortuni quasi contemporanei dei tre centravanti , nel momento topico della stagione non è solo casualità.

E, senza attaccanti, le partite non si vincono e snaturare Elmas nel ruolo di centravanti ” tattico” è servito solo a regalare un uomo agli avversari.

Se poi ci aggiungiamo la solita apatia tattica e tecnica di Lozano, unica vera punta disponibile , mai capace di saltare l’ uomo ne’ di provare conclusioni a rete, è ovvio e naturale che contro il modesto Verona si chiuda a reti bianche.

Nulla ancora è perduto ma che venga presto Martedì perché il dentro o fuori deve segnare il nostro destino in Europa e farci uscire da questo maledetto limbo che ci ha tolto il gusto della sfida e il piacere di giocare e dare spettacolo.

Come sempre la prossima è decisiva, sia in Europa che in campionato dove ci aspetta la vecchia signora, detronizzata dello scettro per le sue malefatte fuori dal campo, ma che per la stessa tradizione , storia ed esperienza, così come il Milan, ci evoca brutti fantasmi che sapremo esorcizzare solo se ci libereremo dei troppi scheletri che abbiamo nell’ armadio dell’ ansia di quello che ci aspetta.

” La mente che è ansiosa per gli eventi futuri è avvilita” ( Seneca), facciamone tesoro, tutti.

Fonte Copertina: Twitter AurelioDeLaurentiis

Salvatore Sabella

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