Il caffè del Professore di Salvatore Sabella

PROFESSORE – ” Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia”. Le parole di Amleto suggerivano tempi migliori.

Il Napoli ha perso brillantezza, la manovra è lenta , troppi uomini sotto tono.Come i grandi , ieri abbiamo vinto di giustezza, portiamo a casa tre punti importanti ma tanti dubbi sulla qualità perduta.

Sicuramente siamo scesi in campo molto più determinati rispetto a Milano, ci siamo procurati subito il rigore poi fallito da Politano. Sta diventando un problema il battitore della massima punizione, Spalletti lascia decidere i suoi uomini , forse dovrebbe imporre un nome.

E’ troppo stucchevole la rete di passaggi in orizzontale degli azzurri che non riescono a rimettere nel motore i cavalli di Kvaratskhelia, ancora lontano da una condizione accettabile, non salta mai l’ uomo, poco lucido nelle conclusioni spesso fallite per errori nel controllo di palla.

Ci serve la sua forza e la sua inventiva, senza il nostro gioco ne’ perde in ampiezza e in profondità.

Il caffè del Professore di Salvatore Sabella

A darci lustro , nel primo tempo, il solito asse che da Rui ad Osimehn ci ha dato il vantaggio, bellissima la zampata vincente del ghepardo Nigeriano che poi si è spento nella ripresa dove , inspiegabilmente, non ha provato mai la conclusione anche da distanza ravvicinata.

Questo sta diventando una costante negativa della squadra, troppo votata al giro palla e poco propensa alla conclusione dalla media e breve distanza.

L

e partite sporche si vincono spesso con il tiro della domenica che può risultare vincente negli spazi affollati dell’ area avversaria .

Eloquente il secondo tempo di ieri, si arrivava facilmente al limite dell’ area avversaria ma poi non si provava mai la stoccata verso la porta.

La partita andava chiusa prima al cospetto di una Sampdoria modestissima e con l’ uomo in meno.

Ancora commettiamo troppi errori in uscita, recidivo l’ irriconoscibile capitano Di Lorenzo, per nulla brillante la dorsale mediana che vede un Lobotka solo sufficiente e un Anguissa che alterna cose buone a giocate sconcertanti.

Ancora impalpabili gli apporti dei subentrati Lozano e Raspadori.

Su buoni livelli il professore Rui e i due centrali di difesa, nel solo primo tempo giocato , Kim ha fatto una prestazione di sostanza.

Ci è piaciuta la gestione della gara preparata da Spalletti e i tempi scelti per la rotazione dei cambi, assolutamente deprecabile invece la conferenza del dopo partita del tecnico, sempre alla ricerca della polemica inutile con risposte piccate e , a tratti , fuori luogo.

Una irascibilita’ inutile.

Come sempre la prossima sarà decisiva, ospiteremo l’ odiata ( sportivamente) Juventus che , passo dopo passo , si è rimessa in scia campionato.Occorrera’ una nostra gara di ben altro spessore, il blasone e la storia bianconera impongono la nostra massima qualità per una gara che non è una partita ma la partita .

Loro vengono da una lunga striscia di vittorie a ” corto muso” , è da sempre il credo e la filosofia calcistica sposata dal loro tecnico, una legge del minimo mezzo che col minimo scarto dia il massimo risultato.

Noi invece cerchiamo la grande bellezza della vittoria imponendo il nostro gioco, dobbiamo ritrovare l’ identità perduta ed imporre la qualità assoluta della giocata, sarà davvero una sfida determinante.Il campionato sta delineando chi sono le nostre vere antagoniste per il titolo, ormai è una corsa a tre con Milan( che è comunque in calo) e i bianconeri, l’ Inter si è ripersa nel grigiore di un non gioco che solo i nostri demeriti avevano nascosto.

E ritornare a duellare con la vecchia signora ci evoca bruttissimi ricordi passati e recenti, è per questo che il campo ci concede la più grossa delle opportunità di affrontarli al nostro Maradona e di eliminarli dalla corsa al titolo .

Crediamoci ma affrontiamoli con intelligenza tattica.

Siamo ufficialmente campioni di inverno ma è un titolo che non ci interessa, non basta a placare la nostra voglia di vittoria vera.

Come Amleto ricordava all’ amico la sua scarsa conoscenza( filosofia) del mondo, perché c’è ben altro , la Juventus va battuta sul campo ora, lasciarle tempo e spazio ci porterebbe invece alla conoscenza di quanto abbiamo già vissuto ( purtroppo).

Fonte Copertina: Twitter Official SSC Napoli

Salvatore Sabella

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