Il caffè del Professore di Salvatore Sabella

Il caffè del Professore di Salvatore Sabella

Foto: Twitter Napoli

Il caffè del Professore di Salvatore Sabella


Il calcio spesso è contraddittorio nel suo evolversi perché sfugge dalla legge della fisica per poi trovare la soluzione nell’ alchimia di un istante, quando la palla gonfia la rete, e tutto passa.
Venivamo dalla sbornia di coppa di poche ore prima, il testardo Spalletti ha riproposto la sua ipotesi sugli stravolgimenti tecnici e tattici che , questa volta, è risultata significativamente vincente per il risultato ma non per il gioco.

Ha riproposto il solito turnover rinunciando agli indispensabili Zielinski e Lobotka, proponendo una mediana fisica a cui ha aggiunto un impalpabile Elmas che ha giocato nella terra di nessuno.
Al centro dell’attacco il gioiello Raspadori, preferito a Simeone, supportato dal solito Politano e da Kvaratskhelia, la volpe georgiana che ha giocato un buon primo tempo ma poi si è spento alla distanza.
Un attacco troppo leggero che ha pagato la mancanza di presenza in area e di profondità negli spazi.

Troppi cambi iniziali hanno finito per ingolfare la manovra ed abbassare troppo il ritmo favorendo la difesa ad oltranza dello Spezia.

Ma, il calcio è e resta una splendida opinione e non una scienza come per alcuni, sicuramente non ha certezze e la critica è dovuta .

Perché Spalletti nelle partite non di cartello stravolge la squadra?
Sembrerebbe piu’ ovvio partire con i titolari e poi , a risultato ottenuto, amministrare e sostituire gli effettivi, così da non dover poi rincorrere a scapito della qualità.
È così lapalissiano da sembrare banale, forse lo è, ma è solo un’ altra opinione.

E’ stato duro battere i liguri perché abbiamo proposto per la prima ora di gioco un calcio lento e prevedibile con un Raspadori che aveva giocato pochissimi palloni e male.
I subentrati Zielinski e Lobotka nella ripresa hanno dato più spessore alla manovra, l’ ingresso di Lozano ha portato invece velocità e maggiore profondità anche se il messicano continua a non vedere mai la porta , ha mancato due conclusioni semplici.
Raddrizzare una partita preparata male ed interpretata peggio è sempre molto difficile perché la frenesia fa aumentare la stanchezza e fa perdere di lucidità, come in occasione dell’ unica sortita spezzina quando abbiamo quasi fatto di tutto per subire la marcatura.
Era un momento in cui il Napoli era molto sbilanciato ed estremamente confusionario.
Ma il calcio è affascinante perché imprevedibile nelle letture e infatti sull’ unica vera folata sulla fascia proposta da Lozano , su liscio incredibile di Gaetano, il timido Raspadori ha tirato fuori gli artigli e scaraventato in rete il pallone della vittoria.
In pochi secondi si sono cancellate tutte le presunte certezze, i due uomini più discussi e meno apprezzati hanno portato una vittoria pesantissima.
È da queste partite “sporche” , giocate male, che spesso annoiano, ma che sono vinte di giustezza, passano i campionati.

Rimane comunque la macchia di una gara giocata in affanno che non ha permesso le rotazioni volute ma le ha imposte, dove è mancato e tanto il ghepardo nigeriano, nel suo ruolo è al momento improponibile per caratteristiche e struttura il piccolo Giacomino a cui il tecnico non ha saputo dare ancora la sua identità.
Ieri è mancata la profondità negli spazi, gli strappi e le accelerate sulle palle lunghe, si è dovuto rinunciare al gioco aereo, trovi subito altre soluzioni il tecnico perché Osimhen, e’ l’ unico vero insostituibile di questa squadra, mancherà per molto.
Il suo continuo infortunarsi, per eccesso di foga, è il vero limite di questo calciatore che sposta gli equilibri del campionato.
Se supereremo la sua momentanea assenza senza pagare dazio daremo il primo grosso scossone alla stagione.

Questo è un altro parere o meglio una speranza, come lo è quella di vedere uno Spalletti meno impulsivo e più riflessivo, è troppo collerico ed irascibile, litiga sempre sul campo dove ha rimediato un’ altra espulsione, rancoroso nella conferenza stampa del dopo gara, lui deve tenere il polso della squadra dando l’ esempio di pacatezza in una piazza difficile come quella di Napoli per tanti motivi, faccia diventare i suoi limiti le sue virtù, come ieri quando, la sua testardaggine nel tenere in campo un mediocre Raspadori, si è trasformata invece nell’ arma vincente , certo c’è stato un pizzico di fortuna, ma anche quella bisogna saperla trovare e meritarsela.

Come sempre la prossima è decisiva, ci aspetta la campagna di Scozia in Champions e della Milano rossonera in campionato, due sfide per continuare a sognare.
Anche questa è, sicuramente, una opinione.


Salvatore Sabella

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