Il caffè del Professore di Salvatore Sabella

Si è chiusa la seconda settimana senza il nostro amato calcio giocato e, come la scorsa, continuiamo a ridere ( per non piangere) delle tantissime notizie ( ?) uscite sul nostro Napoli.

Tra le più divertenti , quella che riportava che solo in ritiro ( quindi a luglio inoltrato) Spalletti avrebbe valutato attentamente la rosa del Napoli per poi indicare dove intervenire per rinforzare( si fa per dire) l’ organico.

Una seconda favola ci diceva che bisognava aspettare prima il termine degli Europei di calcio per piazzare i nostri colpi vincenti. Sarà vero ma , a noi creduloni, sorge un dubbio: se un calciatore viene preso dopo che ha disputato un grande torneo continentale, non costa molto di più? O forse lo vediamo solo noi mentre la società proprietaria anziché seguirlo nella rassegna , se ne andata al mare?
Voci su voci in una sorta di festival della notizia che sembra premiare chi la dice più grossa .

Sono questi , fra i tanti, i dubbi che ci assalgono in un refrain che abbiamo però visto e rivisto tante volte e sempre con lo stesso epilogo.

Ma a noi non interessa questo tipo di comunicazione, ci accontentiamo di sapere dei fatti e nulla più.

Da anonimi profani ci sentiamo però di muovere una sola critica: l’ attesa , cavallo di battaglia indiscusso del modus operandi del nostro Presidente , è, a nostro modestissimo avviso, il più grande limite.

Giochiamo sistematicamente su più tavoli fra tante presunte trattative , e questo è ovvio e corretto, ma quando si è individuato l’ obiettivo non si piazza la stoccata finale ma si attende , senza soluzione di continuità, fino alla fine per poi pagare quanto era stato chiesto due mesi prima.

Il mercato è fatto da idee , da tanta competenza e , soprattutto, dalla tempestività di azione , tutte componenti che purtroppo, e da tanto, languono nei nostri cavalieri anche se il realtà dovremmo parlare solo del nostro re onnipotente e onnisciente, per le cui mani passa tutto e tutti , dove tutti dicono ma nessuno può far nulla e qui si chiude il cerchio delle lungaggini tempistiche che ci limitano e danneggiano enormemente.

Siamo da anni aspettando il nostro Godot sulla corsia mancina sinistra e continueremo a farlo chi sa ancora per quanto , in attesa di uno sconto forse sul biglietto del bus che porti il nuovo terzino sinistro al centro sportivo di Castel Volturno!
Ma le attese non finiscono con i presunti arrivi, ma anche con le cessioni , chiedendo cifre iperboliche, sempre dall’ alto di presunti affari che noi siamo bravi a fare e gli altri meno. Ma non è cosi. L’ attesa non sempre premia .

Dulcis in fundo poi la questione dei rinnovi: sistematicamente portiamo calciatori all’ ultimo anno di contratto e non riusciamo poi ne’ a vendere ne ‘ a far rinnovare. Negli ultimissimi anni si e ‘ assistito allo scempio del caso Milik in un braccio di ferro che ci ha fatto perdere diversi milioni di euro ( e c’è chi dice che è stato un capolavoro prendere dei soldi dalla cessione avvenuta a gennaio per un calciatore svincolato, dimenticando che quel calciatore aveva , finché sotto contratto, un grosso valore di mercato!), e ai ” delitti” di Hysai e soprattutto Maximovic ( costato oltre 20 milioni dopo una trattativa durata circa due sessioni di mercato!).

E, giusto per non farci mancare il finale , con il botto più grosso, ecco che ci ritroviamo , per l’ ennesima volta, con la scadenza del capitano Insigne, in questo momento il giocatore italiano di maggiore talento, che sta trascinando la nazionale con giocate spettacolari frutto della sua classe.

Tra le favole , alcune diventate fiabe con tanto di fata turchina tanto cara ai bambini, abbiamo letto che la trattativa col nostro per il rinnovo verrà aperta dopo gli europei.
Riteniamo questo un altro ” scivolone” perché, come ci aspettiamo e lo speriamo, il nostro Lorenzo sarà tra i grandi protagonisti della rassegna che se ci regalerà un traguardo importante, ovviamente, e giustamente, darà una enorme forza contrattuale al calciatore, ma si è deciso di aspettare come il migliore dei giocatori di poker che fa, del gioco di attesa, il suo mantra.

Noi speriamo di sbagliarci nel sollevare queste misere critiche, vogliamo che la nostra disamina sia totalmente errata perché vorrà dire che ci sono stati presi i calciatori giusti, venduti quelli che hanno portato liquidità, fatti rinnovare quelli che sono i migliori, nei tempi e nei modi giusti perché noi la maglia azzurra la amiamo alla follia.

Un ‘ ultimissima considerazione sui cimeli del grande Diego: per volontà dei figli, pare, saranno messi all’ asta.
Non abbiamo alcun diritto a giudicare chi legittimamente può decidere il da farsi, ma , se per un attimo chiudiamo la mente e apriamo il cuore, diciamo di no , non si vendono i ricordi , non si vendono gli affetti, non si vende la storia.
Noi , in età matura, abbiamo vissuto per e con Maradona e se facciamo prevalere l’ amore sulla ragione , dobbiamo dire di no , quei trofei non saranno di chi li acquista ma di chi li ama.
Li recuperi tutti il nostro Presidente Aurelio De Learentiis, si faccia questo regalo e lo faccia poi a noi esponendoli in quel ideale museo fatto di passione e noi come sempre sapremo poi restituire , e di più, quello che c’è stato donato.
In fondo , lottare per il popolo azzurro ce lo ha insegnato Diego e noi , non lo abbiamo dimenticato.
Salvatore Sabella

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