Il caffè del Professore

Il caffè del Professore


CAFFE’ – È sempre Osimhen.
L’ uomo che ha diviso l’ emisfero calcistico, da un lato c’è lui , dall’ altro quello che resta.
Nel suo disordine tattico, dal quale Spalletti trova linfa e assolutamente non deve porvi rimedio, nasce l’ intera gara degli azzurri.

Prima difende e causa un giusto rigore per il suo dimenarsi non armonioso con le braccia , poi trova di testa la dolcezza di una parabola irresistibile annichilendo la robusta difesa Orobica , e infine , alla sua maniera che al momento non è contenibile, innesca il solito duello fatto di ardore fisico e di cattiveria agonostica, travolgendo l’ ottimo Demiral e servendo ad Elmas il pallone della vittoria.
L’ immagine della forza della giocata era tutta nello sguardo del turco atalantino, anch’ egli un colosso, che da terra esausto non ha protestato per il contrasto subito, riconoscendo invece a capo chino, come giusto che fosse, la superiorità del centravanti Nigeriano.

Lo dicemmo in tempi non sospetti, lo ribadiamo sistematicamente, partita dopo partita, il nostro Victor ci porterà alla gloria degli altari.
È di un’altra categoria e nessuno riesce ne’ a fermarlo ne’ a contenerlo.
Un uragano.

La vigilia della gara e’ stata movimentata, l’ assenza di Kvaratskhelia per un problema fisico è stata subito strumentalizzata artatamente facendoci inseguire i soliti scheletri negli armadi che ( pare) esistano solo a Napoli, le vergognose leggende metropolitane che hanno legato l’ assenza della volpe Georgiana al furto della sua auto, costruendo attorno alla vicenda un castello di fantasia fatto di presunte minacce per limitare così l’ ascesa inarrestabile della squadra azzurra per fantomatiche scommesse che favorirebbero alcuni a scapito di altri, aggiungendoci poi un altro ( sempre presunto) carico da novanta legato al furto successivo di un’ altra auto, quella della moglie di Kim, quasi che il centro dell’ universo fosse legato a due vetture, il tutto è semplicemente sconcertante e nessuno, ripeto nessuno a dire invece, in modo inequivocabile che i due episodi ravvicinati sono solo due becere combinazioni di balordi che, come in tutto il mondo, delinquono e basta.
Invece no, nella città del fuoco, si deve alimentarlo col pregiudizio anziché spegnerlo con il buon senso.
Ci siamo abituati, purtroppo, è per questo che siamo ancora più forti.

E lo abbiamo dimostrato sul campo, quel rettangolo verde che ci ha visti soccombere per i primi venti minuti dove sembrava che ci perdessimo e invece, con la forza dei grandi, quel campo poi ce lo siamo preso tutto.

Complimenti a Spalletti, immenso per conoscenza tecnica e tattica, è un tecnico a cui mancano i trofei dovuti, non ha rivali come stratega, ha soli limiti caratteriali quando siede non in panchina ma dietro la scrivania con davanti un microfono, in quel momento non si sa spendere, quasi cerca la polemica, mai rinuncia alla sfida e, purtroppo, non dimentica nulla e nessuno a cui poi la fa pagare, anche se il conto torna salato a tutto l’ ambiente e così c’è il rischio di destabilizzarlo
Calma Luciano, ieri lo hanno incalzato sull’assenza di Kvaratskhelia, ha risposto alla sua maniera, avrebbe dovuto lasciare scorrere la cosa, del resto aveva già risposto sul campo, che poi è quello che conta, ma la sua indole come sempre ha preso il sopravvento.
È da ammirare come uomo che difende la verità ma nel calcio non sempre il giusto prevale.

Sono solo le tante sfumature di grigio che ci stanno accompagnando in questa avventura travolgente colorata di un azzurro fortissimo.

Il Napoli ha raggiunto livelli di maturità assoluti, gioca con la consapevolezza di essere una grande squadra, concede il giusto , sa soffrire, subire e picchiare, giocare sporco e di fino , ogni interprete conosce magistralmente il compito che gli viene assegnato.
È uno spettacolo veder giocare tutti senza palla ed è questa l’ arma che fa la differenza perché è il frutto del lavoro , della tattica studiata e ripetuta negli allenamenti, di una strategia che Spalletti evolve ed affina continuamente perché le partite si vincono sul terreno di gioco e mai con la propaganda che ormai accompagna il prima e con il piagnisteo del dopo partita, il credo di suoi tanti colleghi, questo serve per la piazza, a noi invece interessa il risultato che meritatamente ci porta in cima alla classifica.

Tra le altre mine dialettiche ci hanno continuato a proferire di un primato favorito da un calendario agevole, abbiamo affrontato in trasferta tutta l’ altissima classifica, battendole tutte ma ancora non basta per chi di dovere, ma rispondiamo che non basta neanche a noi, aspettiamo le prossime di qualunque calibro, giochiamo solo per vincere ed al momento abbiamo fatto il vuoto.

Ecco perché vincere a Napoli è più difficile ma anche incredibilmente più bello perché non ci si batte solo contro gli avversari ma contro un intero sistema.

E di questo ne sono consapevoli i nostri eroi che stanno dando tutto, ieri lo schierare Elmas tra i titolari aveva destato delle perplessità, invece il ragazzo ha sciorinato un’ ottima prestazione col suo fare diligente impreziosito dalla rete della vittoria, come i suoi compagni , dal tuttocampista Anguissa, al trottolino Lobotka dalle gambe di tungsteno, all’ insuperabile Kim.
Non è stata una partita brillante per la pulizia del gioco espresso, anche per ( de) merito dell’ Atalanta che ha preparato una sfida esclusivamente fisica da giocare di rimessa, sembrava il deja’ vu vissuto con la Roma, per dare vita ad uno scontro intenso ma poco divertente, il Napoli ha accettato di giocarsela così ed ha vinto comunque.
Non è stato eccellente ma ugualmente determinante.

Come sempre la prossima è decisiva, ci aspettano l’ Empoli nell’ infra settimanale e l’Udinese a chiusura di questo primo ciclo pre mondiale , non facciamo calcoli, giochiamo come sempre per vincere ed attenzione, la partita di ieri ci ha detto che sul finire il Napoli era molto provato, il susseguirsi incessante delle gare impone una giudiziosa turnazione , bravo Spalletti a saper coinvolgere tutti nel progetto, è stata un’ altra alchimia decisiva, per vincere serve l’ apporto di tutti.
C’è chi si sente speciale, i nostri ragazzi invece silenziosamente lo sono.
Steve Jobs diceva ” non lasciare che il rumore delle opinioni altrui soffochi la tua voce interiore” , non lo faremo, lasceremo sempre e solo parlare i fatti , come squadra e come città, come fanno i migliori.
Salvatore Sabella

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