I 5 pensieri post Napoli-Cagliari

Si ferma il Napoli all’ultimo respiro, uno sciagurato pari fa saltare il banco champions e tiene gli azzurri col fiato sospeso, riviviamo il match con i 5 pensieri del Day After
Per colpa di chi? In tutta la lunga striscia della rimonta, il merito ovviamente non è stato mai di Gattuso, mentre il demerito del pareggio di ieri è tutto suo. Sarebbe piacevole scoprire i meccanismi mentali che scattano a un certo punto nella testa di diversi sedicenti tifosi del Napoli, che conducono inevitabilmente a condanne inappellabili.
Esce Osimhen e si crolla; Lo strapagato pacco nigeriano da molti definito così per mesi, oltre a un gran goal realizzato e un altro valido inspiegabilmente annullato stava tenendo su la squadra. La sua uscita dal campo ha creato il vero problema ieri, perché l’arretramento è diventato senza sbocchi.
Mertens solo un simbolo; Lo anticipammo molto tempo fa, il rinnovo di Dries non ha portato nulla in termini di gioco, il rendimento è al di sotto delle aspettative e le uscite per la città cominciano ad essere anche troppe. Ieri il Belga è stato buttato nella mischia per cercare la giocata, il guizzo, ma ciò che si desume è che Petagna sarebbe stato più utile di Mertens, visto che il Cagliari non dava sbocchi e a quel punto meglio un bulldozer che un carlino li davanti.
Mazzo-VAR; con quella di ieri è stata la dodicesima volta che Paolo Mazzoleni è stato al VAR quando il Napoli è in campo. Se Fabbri lascia correre l’azione un perché c’è, e il caro Paolo Mazzoleni, chissà cosa avrà detto al direttore di gara in cuffia affinché questo decidesse per il NO GOL.
Ora NON fermiamoci; la botta è stata dolente e pesante ma ora mancano quattro giornate alla fine, per altri venti giorni fino al termine della stagione evitiamo di indossare la toga da giudici, restiamo fisicamente sul divano ma col cuore con i nostri ragazzi e godiamoci questo incredibile finale di stagione.
Ciro Morra



