Favola Leicester, la storia può ripetersi?

Il Leicester è conosciuto globalmente non tanto per la sue radici storiche, bensì per una delle imprese calcistiche più iconiche dell’epoca moderna. Correva la stagione 2015/2016, alla guida dei “Foxes” vi era Sir. Claudio Ranieri, un allenatore volenteroso di mettersi in gioco esprimendo le proprie qualità anche in terra inglese; allenamenti duri e minuta attenzione per i dettagli: questi erano gli ingredienti dell’italiano, i quali, a lungo andare, si mostreranno più che efficaci, regalando addirittura un inaspettato titolo ad una squadra che mai prima di allora aveva sperato in tale risultato. Una stagione perfetta sotto tutto i punti di vista, in quanto, anche la fortuna, talvolta, ci aveva messo la propria mano, riuscendo così ad incastrare perfettamente i match con i periodi di forma del club. All’apice di quel magico Leicester, a cui tutti gli appassionati di calcio si legarono, vi erano tre protagonisti principali, quali Jamie Vardy, Riyad Mahrez e N’Golo Kanté, un mix di cattiveria agonistica e talento: il francese rappresentava il prototipo di centrocampista moderno (bravo con i piedi e sensazionale in fase di rottura), l’inglese incarnava l’immagine di attaccante puro (tecnicamente non eccellente ma dannatamente efficace dinanzi alla porta), mentre l’algerino si identificava nel talento cristallino della squadra; i due più giovani (N’Golo e Riyad), però, lasceranno le volpi a stagione conclusa per approdare in club più rinomati. Nonostante tutto, ci sono momenti in cui, grazie al duro lavoro, la storia può ripetersi, e quest’anno vi è l’impressione che il Leicester sia ben indirizzato verso l’ennesimo miracolo sportivo; ecco perché. Sulla panchina dei “Foxes” è cambiato l’interprete, ad oggi il nome del Mister è Brendan Rodgers, il quale ha fatto esperienza tra Inghilterra e Irlanda prima di approdare nel suo nuovo team: un tecnico che si concentra molto più sull’aspetto tattico che su quello tecnico, non a caso Egli ha chiesto alla dirigenza esplicitamente dei profili idonei al suo tipo di gioco da far approdare al King Power Stadium: Cengiz Ünder, Timothy Castagne, Islam Slimani e Wesley Fofana. Stiamo parlando di una squadra che, momentaneamente, si trova al primo posto in Premier League con 18 punti, alle sue spalle delle “squadrette” come Liverpool, Man City e così via. Qual’e il segreto di questa nuova formazione?
Il Leicester rappresenta uno dei club più duttili non solo a livello nazionale, bensì mondiale, in quanto osservando dettagliatamente match dopo match si può scorgere che l’undici di Rodgers varia tra 3 moduli: 4-1-4-1, 3-5-2, 3-4-2-1 e talvolta 5-4-1. Bisogna precisare che questi differenti schieramenti non si alternano solamente a partita in corso, ma anche prima del fischio di inizio, il che fa intuire l’attenzione e la dedizione legata allo studio del rispettivo avversario. In una stagione come questa, travagliata da infortuni e Covid, è necessario disporre di cambi adeguati in ogni zona del campo e le volpi non sono assolutamente scoperte sotto questo punto di vista. Alla base dello schema tecnico del Leicester vi è sempre stato un gioco improntato sulla palla lunga indirizzata alla prima punta, quest’anno però, si predilige moltissimo l’azione sugli esterni: James Justin, ragazzo di ventidue anni, è uno dei profili più interessanti del campionato inglese, capace di alternarsi tra lato destro e sinistro senza problemi, il quale viene accompagnato dall’ex Atalanta Castagne, anch’egli duttile e in grado di variare lo schema interpretativo della partita a seconda delle indicazioni dell’allenatore. Sono proprio questi due profili il segreto della nuova era delle volpi: in base ai cambi di moduli, li abbiamo visti preformare sia nei 4 di difesa che in quelli di centrocampo, riuscendo ad accompagnare spesso l’azione che successivamente ha portato al goal, insomma qualità difensiva ed offensiva. Alle loro spalle, o al loro fianco, pur sempre considerando l’undici in campo, vi è un reparto arretrato affidato nelle mani di un giovane ma espertissimo turco, Çağlar Söyüncü, centrale duro e sempre ben attento che ha preso ormai le redini dei vecchi Morgan ed Huth; in mezzo al campo Tielemans e Mendy, due calciatori che si completano perfettamente (sentirete parlare di loro), mentre in attacco non c’è bisogno di dirlo, quella zona è ricoperta dall’intramontabile Jamie Vardy, capocannoniere di questa stagione con 8 reti all’attivo. A dar manforte alla squadra si aggiungono Under (esterno offensivo che garantisce imprevedibilità), Choudhury (centrocampista ben dotato tecnicamente e molto forte fisicamente) ed anche Ayoze Perez, senza dimenticare Maddison, il 10 delle volpi, qualitativamente il migliore. Si attendono, inoltre, i ritorni di Ricardo Pereira, Ndidi e così via. Statisticamente, sembrerà strano, ma i foxes quest’anno, perlomeno nelle prime otto giornate, hanno registrato dati inferiori rispetto allo scorso anno: 52% di possesso palla in media, decimo posto in Lega rispetto al quarto dello scorso anno, il che indica che la squadra assuma un’identità più difensiva, attende molto l’avversario, concede e non pressa allo sbaraglio; recupero palla a 32 metri dalla propria porta, rispetto ai 36 dello scorso anno, confermando quanto detto precedentemente; quinta squadra a creare meno azioni da goal in Premier, molte delle reti infatti sono arrivate da calci di rigore. Questi dettagli ci indirizzano verso un’ideologia di club maggiormente “attento”, meno esposto rispetto alle scorse annate, meno propositivo, ma che controlla gli attacchi, il che non implica che possa segnare di più. Chiunque ami il calcio, infine, non può esentarsi dal tifare anche quest’anno per il Leicester di Rodgers, una squadra che può regalarci dal punto di vista emotivo e spettacolare, un grande show. Ce lo auguriamo tutti, forza Foxes, verso il miracolo ed oltre.

Renato Oliviero

Start typing and press Enter to search