Dai pensieri disfattisti al sogno scudetto

Foto: Twitter SSC Napoli

SOGNO – Un estate di contestazioni per la società e di dolorosi addii ha accompagnato il Napoli verso l’inizio della stagione 2022/23. I tifosi azzurri hanno visto andare via calciatori a cui erano legati, ormai soprattutto sentimentalmente. I tanti anni passati all’ombra del Vesuvio e il legame che si era creato con squadra e città si sperava che non potesse mai finire. Ma era necessario. Oltre ai mai amati Kevin Malcuit, Adam Ounas e Andrea Petagna, hanno lasciato Partenope il Capitano Lorenzo Insigne, Kalidou Koulibaly, Dries Mertens, Fouzi Ghoulam, David Ospina e Fabian Ruiz.

Addii che hanno lasciato il segno ed hanno fomentato la contestazione già in atto verso Aurelio de Laurentiis. Un presidente apparso poco presente. Nei ritiri di Dimaro e Castel di Sangro è sempre stato lontano dalle telecamere, chiuso nel suo hotel senza mai esporsi in prima persona. Tra i tanti motivi di contestazione, i tifosi, amareggiati già per lo scudetto perso malamente nell’annata appena conclusasi, vedevano volare via i calciatori a cui erano legati da tanto tempo.

Personalità che non sembravano rimpiazzate adeguatamente, almeno per la maggior parte. Insigne sostituito da un giovane georgiano ai più sconosciuto, Khvicha Kvaratskhelia; Mertens da Giacomo Raspadori, dopo una trattativa lunga ed estenuante, durata per settimane e che ha fatto sbuffare non poco i tifosi. Koulibaly da un coreano del nord proveniente dal campionato turco, Min-Jae Kim; Ghoulam dall’apprezzato Mathias Olivera; Ospina dall’acciaccato Salvatore Sirigu e Ruiz dal fuori forma Tanguy Ndombele. In più è arrivato Giovanni Simeone al posto di Petagna, che forse è stato l’acquisto da subito meglio accolto.

Calciatori diversi ma tutti accomunati da un fattore: un’unica scelta, giocare nel Napoli e per i Napoletani. Nelle loro parole di presentazione era chiara la felicità per essere arrivati all’ombra del Vesuvio, nonostante il clima non fosse dei migliori.

La squadra di Luciano Spalletti, però, è partita subito bene in campionato. Con Kvaratskhelia e Kim che da subito hanno fatto ‘dimenticare‘ Insigne e Koulibaly. Due ‘sconosciuti‘ che sono riusciti immediatamente ad integragrarsi al meglio e ad imporsi. A Partenope pareva tornata la felicità, sembravano dimenticati tutti i problemi.

Poi i pareggi con la Fiorentina e soprattutto contro il Lecce hanno fatto ritornare il gelo. Stavano tornando tutte le problematiche che ormai sembravano archiviate.

Ma in realtà era appena terminata la tempesta. Il Napoli da lì ha collezionato solo vittorie in Serie A e una sola sconfitta in Champions League, in casa del Liverpool a qualificazione certa. Tra campionato e coppa in 17 partite ha portato a casa 16 vittorie, di cui 11 consecutive in A. Questo fino alla sosta forzata per il Mondiale.

Primo posto in classifica nel torneo italiano con 41 punti a +8 sul Milan secondo e primato nel girone di Champions League a 15 punti a pari merito con il Liverpool, la squadra di Klopp si è piazzata poi seconda a causa della differenza reti negativa rispetto al team di Spalletti.

Un Napoli da sogno. Una squadra che ha fornito prestazioni sontuose e vittorie spettacolari che in estate non erano nemmeno lontanamente immaginabili. Almeno per i tifosi. Perché il lavoro di Cristiano Giuntoli, aspettando le occasioni con colpi tardivi ma azzeccati, finora sta pagando.

L’unica incognita è Tanguy Ndombele. Come abbiamo detto è arrivato fuori forma, complice il mancato ritiro estivo con il Totthenam perché fuori rosa e le poche gare disputate negli ultimi anni. Gli Spurs però, solo nell’estate 2019, lo hanno pagato tanto: 60 milioni di euro (come riportato da Transfermarkt). Hanno speso molto per lui anche se a Londra non è riuscito mai ad imporsi. Nelle amichevoli che gli azzurri hanno disputato durante la sosta per i Mondiali il francese è stato il calciatore che ha fatto meglio, dopo Raspadori. Gare che hanno dato poche, pochissime gioie ai tifosi partenopei. Soprattutto le ultime due al Diego Armando Maradona contro Villareal e Lille. Rovinose sconfitte che, però, non hanno spento la magia negli occhi dei tifosi e che saranno indicative per Spalletti per capire cosa e dove migliorare.

Il 4 gennaio a Milano contro l’Inter si riparte. Finalmente la sosta si avvia verso la conclusione. Squadra e tifosi dovranno continuare fianco a fianco per arrivare a vincere il tanto sognato scudetto.

Limando le imperfezioni emerse dai match amichevoli il Napoli può perfezionarsi. Inoltre, Spalletti avrà altri due assi che già si sono dimostrati in gran forma: Giacomo Raspadori anche da mezzala – oltre che nei ruoli in attacco – e Tanguy Ndombele che nella prima parte di stagione è stato un po’ in ombra e tenta di affermarsi.

Alfonso Oliva

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