Cosa succede a Mertens? Analisi tattica sul belga

Non è semplice analizzare una situazione particolare riguardante uno dei protagonisti del Napoli. È ancor più difficile se il calciatore da prendere in considerazione è il miglior marcatore della storia del club. Dries Mertens, nonostante il goal di ieri e la rete realizzata con la maglia del Belgio, non sta attraversando un buon momento. Sembra lontano anni luce dal bomber spietato che abbiamo conosciuto dal 2016. Tuttavia, non bisogna condannare in maniera eccessiva un ragazzo che è nella fase finale della propria carriera. Infatti, svilupperemo il nostro ragionamento considerando solo il tema tattico.
Il sistema di gioco scelto da Gattuso ha previsto l’arretramento del numero 14, il quale agisce in una zona diversa rispetto a quella in cui ha dato il meglio con i colori partenopei. Dries faceva parte della rosa anche nell’era Benitez, momento storico nel quale gli azzurri hanno lavorato con lo stesso modulo optato dal tecnico calabrese, ovvero il 4-2-3-1. All’epoca, Mertens agiva sulla fascia sinistra, ricoprendo l’attuale ruolo che appartiene ad Insigne.
L’accentramento voluto da Maurizio Sarri lo ha reso uno dei centravanti più prolifici del continente.
Cosa sta succedendo in questo periodo?
Tralasciando il fattore stanchezza, comunque importante vista l’assidua presenza tra i titolari, bisogna ammettere che l’atleta arrivato dal PSV non riesce ad esprimere la propria qualità. Riportarlo nella posizione di punta potrebbe dare importanti risposte, offrendo una visione più ampia sul calo di rendimento che sta tormentando tifosi ed addetti ai lavori.
A questo punto, la parola passa al campo. Soltanto il rettangolo di gioco sarà in grado di presentare le giuste ragioni.

Ivan Serio

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