Benvenuto Rudi García 

Foto: Instagram @brienzina Francesca Brienza

Dopo un’annata gloriosa, Napoli ha dovuto salutare Luciano Spalletti. Un allenatore arrivato tra lo scetticismo generale, ma che al secondo anno sulla panchina azzurra è riuscito nell’impresa. La squadra di Partenope è tornata ad essere campione d’Italia dopo 33 anni. Il tecnico di Certaldo ha deciso di lasciare in gloria per “stare con Matilde, una figlia piccola con la quale non sono mai stato insieme. Ho bisogno di riposarmi, mi sento un po’ stanco e non cambio idea. Si diventa grandi per le decisioni che si prende. Ho deciso io”. Queste le parole con cui si è congedato dall’essere il mister azzurro. Da questo momento in poi i nomi accostati al Napoli per sostituire Spalletti sono stati tanti. Troppi. Ad alimentare lo sciame di fake news susseguitesi sul tema, probabilmente, è stato lo stesso Aurelio De Laurentiis. Il Patron ha prima annunciato di avere una lista di 20 candidati e, come se non bastasse, in una dichiarazione successiva ha rivelato di aver aperto la lista a 40 nomi. Probabilmente la sua era una ‘bugia bianca’ e aveva già in mente chi fossero realmente i 2/3 pretendenti. Anche se in un’intervista ha depennato il nome di Luis Enrique – riferendo che lo spagnolo aspirasse ad altri palcoscenici – nomi di altri coach non ne ha fatti. 

Ma volendo stare al gioco, noi – tra testate più o meno accreditate – abbiamo rilevato 38 possibili candidati. Partendo dagli ex Benitez, Sarri, Ancelotti e Pecchia; passando per Italiano, Gasperini, Pioli, Inzaghi, Motta, Palladino, Allegri, Juric, Sottil, Sousa, Zanetti e Dionisi e Baroni tra quelli in Serie A. Arrivando poi a quelli che in passato avrebbero già stuzzicato ADL ma con cui per un motivo o per un altro non se n’è fatto niente come Montella, Fonseca, Galtier, Emery e Marcelino. Continuando poi per gli emergenti Xabi Alonso,  Genesio, Cannavaro e Gallardo (quest’ultimo ha vinto tanto al River Plate ma non ha avuto ancora modo di mettersi in mostra in Europa); e concludendo la nostra infinita lista con i big Simeone, Mourinho, Mancini, Zidane, Conte, Klopp, De Zerbi e Nagelsmann. Gli ultimi quattro menzionati probabilmente erano i più desiderati dalla piazza napoletana che sognava il grande nome. Una tifoseria – almeno per la maggior parte – che sperava in un allenatore vincente su cui porre le speranze per altri potenziali trionfi futuri. E invece la guida tecnica scelta da De Laurentiis non è nessuno dei 37 mister precedentemente citati. Il Patron con tweet alle 20:45 del 15 maggio ha annunciato Rudi Garcia. È stato come un fulmine al ciel sereno. I sogni dei tifosi partenopei sono finiti in frantumi. Forse ADL scottato dalla fallimentare esperienza con Carlo Ancelotti (che possiamo definire, senza timore di ricevere alcuna smentita, come l’allenatore più vincente acquistato nei suoi 18 anni di presidenza all’ombra del Vesuvio) ha deciso di continuare sulla sua strada, senza fare ‘il passo più lungo della gamba’, affidandosi ad un coach che non spicca per nome ma che avrà l’opportunità di prendersi la scena da protagonista attraverso il lavoro, grazie a quanto riuscirà a dimostrare sul campo e tramite la comunicazione con la piazza. Ripercorrendo un po’ quello che è stato il cammino di Luciano Spalletti. 

Le esperienze 

I disfattisti e quelli che appoggiano il pensiero di certi addetti ai lavori che definiscono García un fallito si fermino un attimo e analizzino bene la situazione. 

De Laurentiis cercava – come riferito da lui in conferenza stampa – un allenatore che desse continuità tattica con il 4-3-3 e l’ex Roma lo farà. Inoltre, nelle sue esperienze passate, ha utilizzato anche il 4-2-3-1 ed il 3-5-2. Ciò significa che sa adattarsi bene a quelle che sono le risorse di cui la rosa dispone. L’estetica del suo calcio non sarà ciò che ci colpirà, purtroppo (se si pensa a quanto visto soprattutto nell’ultimo anno con Spalletti), ma sarà una squadra più pragmatica e con più ‘cazzimma’. Grinta che già trasuda dal suo primo tweet da mister del Napoli: “Che piacere sposare il progetto del Napoli. Che piacere tornare in Italia. Sono motivato e ambizioso ora come non mai per continuare a portare in alto i colori dei Campioni d’Italia. RG”. 

Andando a vedere nel concreto le sue esperienze pregresse dobbiamo fare chiarezza. Garcia non è stato esonerato dall’Al-Nassr, ma è stata una rescissione consensuale. In 26 partite con il club arabo ha totalizzato 18 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte. Tornando un po’ indietro, guardando lo storico il 59enne ha iniziato ad allenare tra i grandi nel 1999 al Saint-Etienne. Rileviamo le esperienze al Digione e al Le Mans fino ad arrivare al Lille. Con quest’ultimi ha vinto un campionato ed una coppa di Francia nel 2011. Passa poi alla Roma nel luglio 2013 e ci rimane fino al gennaio 2016, quando viene esonerato (il suo posto lo rileva proprio Luciano Spalletti). I più ricordano la sua esperienza capitolina per il polemico gesto del violino allo ‘Stadium’ di Torino in Juventus-Roma 3-2 dell’ottobre 2014. Ma è stata molto di più. Nella prima stagione alla guida dei giallorossi ha ottenuto il record di 10 vittorie consecutive e chiuso il campionato ad 85 punti al secondo posto, con davanti la Juventus a 102 punti e dietro il Napoli di Rafa Benitez a 72 punti. Nell’annata successiva ha ottenuto lo stesso piazzamento in campionato ma con 70 punti, preceduto ancora una volta dalla Juventus: bianconeri che stavolta si sono imposti con 87 punti. Il primo anno non ha disputato la Champions League, il secondo anno invece ci ha partecipato partendo dalla 4a fascia. È arrivato 3 – retrocesso in Europa League – con 5 punti totalizzati nel gruppo con Bayern Monaco, Manchester City e CSKA Mosca. 

Dopo la Roma, García è stato per tre stagioni il coach del Marsiglia. Ha ottenuto un 5o posto nella stagione 2016/17, un 4o in quella 2017/18 e un 5o nell’ultima 2018/19. Nella seconda annata da tecnico dei marsigliesi è arrivato in finale di Europa League, persa per 3-0 contro l’Atletico Madrid di Simeone. 

García ha poi continuato a mettersi in mostra nel massimo torneo francese per gli altri due campionati seguenti, ma alla guida del Lione stavolta. La stagione 2019/20 l’ha terminata al 7o posto a e la 2020/21 al 4o posto. Nella prima annata però spicca il cammino europeo. L’OL raggiunge la semifinale di Champions League, miglior piazzamento della loro storia nella competizione raggiunto in precedenza solo nel 2010. La formazione d’oltralpe ha superato il girone, vinto dal Lipsia, da seconda classificata, dietro di essa Benfica terzo e Zenit San Pietroburgo ultimo. Agli ottavi ha eliminato la Juventus di Sarri e il Manchester City di Guardiola. Si è dovuto arrendere in semifinale al Bayern Monaco di Flick che ha vinto poi la coppa.

Foto: Instagram @rudigarciaoff Rudi Garcia

 

Sarà la scelta giusta? Chiaramente ci auguriamo di sì e diamo fiducia a De Laurentiis. 

Ho il piacere di annunciare che, dopo averlo conosciuto e frequentato durante gli ultimi 10 giorni, il signor Rudi Garcia sarà il nuovo allenatore del Napoli. A lui il più sincero benvenuto e un grande in bocca al lupo!”, queste le parole con cui García è stato annunciato dal Patron. In 10 giorni il Presidente ha avuto modo di conoscere la personalità, che ha valutato adatta a calarsi nella realtà napoletana (canone che lo stesso presidente aveva ritenuto fondamentale per la scelta del nuovo allenatore), e di capire meglio la sua proposta tattica e di gioco. Ci aspettiamo che dia continuità a quanto fatto da Luciano Spalletti, con l’augurio di ritrovarci a tirare le somme tra un anno commentando nuovi trionfi. Benvenuto Rudi García

Alfonso Oliva

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