4-3-3: il calcio totale che ha cambiato il calcio

Nell’ultimo ventennio il calcio moderno ed i rettangoli verdi di ogni stadio hanno subito il predominio di un solo modulo, il 4-3-3. Questo affascinante sistema di gioco deve le sue origini ad un altro modello calcistico, il 4-2-4, usufruito per la prima volta nei primi anni del dopoguerra dalla Seleção. Quest’ultimo, a differenza del suo discendente, è stato un modulo privo di gloria, protagonista delle peggiori disfatte del Brasile nei mondiali del ‘50-’54: il Maracanazo, ovvero l’inaspettata sconfitta contro l’Uruguay (proclamata addirittura lutto nazionale), e la Battaglia di Berna, definita la partita più violenta della storia (persa contro l’Ungheria per 4-2).

Gli allenatori dunque, osservando i disastri del passato, hanno plasmato il 4-2-4 donando a esso una nuova forma; arretrando uno degli attaccanti sulla linea mediana, in modo tale da mantenere la propensione offensiva ed essere contemporaneamente coperti per le ripartenze avversarie. Attorno al 4-3-3 si sviluppa una nuova filosofia calcistica che prende il nome di calcio totale; ideologia secondo la quale ogni calciatore fuori posizione è prontamente sostituito da un compagno di squadra, permettendo così di mantenere inalterata la disposizione tattica di partenza. A definire sul campo il concetto di totaalvoetbal (calcio totale in olandese) ci pensano gli allenatori dei Paesi Bassi, in particolare Rinus Michels, padre indiscusso di questa dottrina, applicata da lui sia all’Ajax che al comando dei Lancieri. Proprio con la nazionale Olandese questo tipo di calcio trova attuabilità, soprattutto con la presenza del centravanti Johan Cruijff, capace di utilizzare questa filosofia di gioco per far muovere la squadra senza dare punti di riferimento agli avversari.

Grazie al Tulipano d’oro si gettano le basi sia per “l’evoluzione” del concetto di calcio totale, sia per la rivoluzione ideologica del centravanti tipico: il tiki-taka e il falso nueve.
In primis Il tiki-taka, una metodologia di gioco che unisce la cultura calcistica spagnola a quella olandese: tocchi di prima e movimenti continui. Poi vi è il falso nueve, un centravanti atipico che non da punti di riferimento alla difesa avversaria e che assume il ruolo di prima punta soltanto sulla lavagnetta tattica. Queste due innovazioni calcistiche, create ed attuate alla perfezione da Pep Guardiola alla fine degli anni ‘10 del 2000, hanno portato una sola squadra, il Barça, ad avere il controllo assoluto di ogni partita e a vincere tutte le competizioni a cui hanno partecipato.

4-3-3, il modulo del possesso palla, delle mezze ali, del terzino fluidificante… un sistema di gioco senza tempo, capace di mutare con esso; destinato ad unire le filosofie calcistiche di ogni paese ancora per molto. Lunga vita al futbol.

Tobia Cuozzo

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