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Tra ironia e no sense: tutti i numeri più strani indossati dai giocatori

Da sempre, per i calciatori, il numero che compare dietro la maglia è un qualcosa si sacro, tanto da arrivare spesso a richiederlo anche ad un compagno che ne potrebbe essere già proprietario (vedasi Cavani, quando all’approdo a Napoli, chiese a Lavezzi di potergli cedere la maglia numero 7).
Di seguito andremo a vedere tutti i numeri più strani indossati dai giocatori nel corso degli anni:
MOHAMED KALLON: Approdato all’Inter nel 2001, originario della Sierra Leone, Kallon da un tocco di vita ad una generazione di calciatori che in quel periodo sembra molto lineare. Sceglie un numero non tanto particolare per la cifra, quanto per il ruolo in questione, si, perché dopotutto, il 3 sulle spalle di un attaccante non capita di vederlo spesso nella vita.

FABIO GATTI: Con l’ex Napoli il tutto sfocia nella genialità. Siamo all’inizio della stagione 99/00, ed il Perugia è una stabile realtà della Serie A grazie al presidente Luciano Gaucci. In quel periodo un giovane della primavera inizia a segnalarsi per le spiccate doti tecniche e le ottime prestazioni, il nome è Fabio Gatti. Ben presto le voci di interessamenti di Juventus e Roma vengono accantonate per far spazio alla genialità sulla scelta del numero, il 44, come la celeberrima canzone “44 gatti”.

IVAN ZAMORANO: Come non parlare del bomber cileno, il numero strano per eccellenza. La sua storia è quanto meno particolare. Estate 1997, l’allora presidente dell’Inter Massimo Moratti, decide di fare il botto portando a Milano Ronaldo Luis Nazario de Lima, più noto come “il fenomeno”. Sino a quel momento il numero 9 era sempre stato di proprietà di Zamorano, il quale, per ovvi motivi decide di cederlo al neo compagno. Direte voi, “e dov’è la notizia?” beh, la notizia è che per non rinnegare le origini il cileno decide di accendere la lampadina, architettando un qualcosa di mai visto prima: “datemi il 18 ma tra i due numeri inseriteci il segno +”, il tutto perché 1+8 = 9.

JONATHAN DE GUZMAN: I tifosi del Napoli lo ricorderanno per la celebre lite con Cristiano Giuntoli. Proprio in seguito a quell’episodio, il centrocampista lascia Napoli per approdare al Chievo. Un centrocampista offensivo come lui che potrà mai aver scelto? Il numero 6? O magari il 7? O dai, magari l’8. In realtà no, il buon Jonathan ebbe la brillante idea di scendere in campo con il numero 1.

SALVATORE SOVIERO: Celebre ai più per le varie risse e diatribe innescate con arbitri ed avversari, il buon “Sasà” entra di diritto nella nostra lista quando, nel biennio 2005/2007 approdato a Crotone, al posto del tradizionale numero 1 che solitamente spetta ad un portiere, decide di prendere un inusuale quanto totalmente inatteso numero 8, giusto per ricordare a noi comuni mortali che lui di normale ha sempre avuto ben poco.

Ugo Casadio

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