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“Psicologia di un Despota” di Emilio Coppola

PSICOLOGIA DI UN DESPOTA

I dissensi vanno sempre argomentati per non essere tacciati di faziosità, la storia di questo clima viene da lontano ma trova la sua attuale spigolosita’, nelle dichiarazioni gratuite di quest’estate dove si è iniziato ad offendere chi chiedeva di vincere e anziché stemperare i toni dopo i primi striscioni si è iniziato un “je accuse” inconcepibile per chi gestisce bene una società con cui fa profitti per sé ed i suoi cari.

Non era certo il mercato l’oggetto del contendere , ma un atteggiamento troppo livoroso nei confronti della città dalla pizza (che bontà sua farebbe schifo) ai progetti mai realizzati di scugnizzeria,stadio nuovo in provincia e restyling del vetusto San Paolo.

Il despota per definizione ha una psicologia tutta sua

Per il significato di tiranno che governa con potere assoluto e arbitrario ➔ dispotismo.

e vorrebbe intorno a sé le macerie (così come mostra nello spot della pantera)una Napoli sudicia (neanche più i butei la definiscono cosi) una Napoli che deve essere conosciuta solo per la sua azienda brillante modello miracoloso in mezzo a banditi e disperati.

Questa è la rappresentazione che il despota vorrebbe imporre nell’immaginario collettivo nazionale (già intriso di luoghi comuni verso Napoli) quello di una città fantasma in cui il suo ego potrebbe rispecchiarsi e trovare maggiore autostima.

Mal si concilia con la psicologia del despota il gioco di squadra ossia l’unità di intenti di tutte le componenti (città tifo squadra istituzioni), si offuscherebbe il suo ego, e non giova alla risoluzione della controversia l’atteggiamento servile della stampa che da al despota un immagine nordcoreana non suffragata dalla realtà.

L’entrata a gamba tesa su sindaco e frange opache è la naturale reazione di un dittatore verso i dissidenti, peccato che Il despota nessuno lo abbia eletto o proclamato emblema di napoletanità, può essere un grande gestore dei nostri entusiasmi se capisce che Napoli è nobile che Napoli è popolare che Napoli vanta primati ed è piena di gente dignitosa che oltre alle oggettive difficoltà combatte contro i pregiudizi e i figli sbagliati di questa terra, Napoli ha una storia millenaria controversa ma affascinante ricca di attori poeti e menti geniali non ha despoti né ha bisogno di rappresentanti che la denigrano ..

Purtroppo è davvero triste chiosare che questo teatrino ha però mostrato un dato,non esiste più l’ironia e l’intelligenza di alcuni mostri sacri del giornalismo napoletano e Dio benedica le informazioni libere ed il passaparola ancora possibile in una città dalla forte socialità quale la nostra.

Si chiude la riflessione con un augurio schietto leale a tutti i figli di questa terra di riprendere le attività con il massimo impegno per scrollarci da dosso definitivamente l’etichetta di una Napoli inoperosa ed incapace di fare quadrato…Avanti Napoli squadra e città ed abbasso i despoti che non vogliono che si alzi la testa tutti insieme!

Avv. Emilio Coppola

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