Parola del tifoso

di Giovanni Pisano

Perché la BBC ha inserito il San Paolo nella Top 7 degli stadi più caldi al mondo?

Uno stadio potrebbe essere considerato la “casa” di migliaia di persone, pronte ad offrire il proprio sostegno a favore della squadra per la quale si ha testa e cuore, e che danno vita al tifo, parte integrante del calcio. Senza la presenza del “dodicesimo uomo in campo”, i giocatori non potrebbero contare su quella spinta in più, non ci sarebbe quell’ondata di amore che pervade il rettangolo di gioco durante i novanta minuti e oltre. Ovviamente non in tutti gli stadi si può trovare lo stesso calore e la stessa spinta determinante, in ragione anche delle diverse realtà sociali e culturali presenti.

La BBC, nota società di comunicazione del Regno Unito, ha realizzato una classifica che comprende i sette stadi più “caldi”. Tra i top 7 troviamo al Primo posto la fantastica “Bombonera”, così chiamato per la sua forma particolare a scatola di cioccolatini, ospita i tifosi del Boca Juniors, conosciuti da sempre per il proprio calore e storici rivali del River Plate, l’altra squadra della Capitale Argentina; al Secondo c’è lo “Stadion Rajko Mitić”, sede infernale della Stella Rossa di Belgrado, protagonisti del “derby di fuoco” contro il Partizan; ad occupare il Terzo posto invece è l’ ”Hernando Siles di la Paz” in Bolivia, che fa parlare di sè più che per il calore del tifo, per via della sua localizzazione a 3.600 metri sul livello del mare, che comporta condizioni di aria rarefatta; al Quarto la “Türk Telekom Arena”, nuovo impianto del Galatasaray, dal clima particolarmente infernale durante il derby con il Fenerbahce; ecco che al Quinto si posiziona lo “Stadio San Paolo” di Napoli, la sua presenza all’interno di questa classifica era probabilmente attesa da molti, soprattutto da chi ben conosce la realtà Partenopea e la sua tifoseria, che fa tanto parlare di sè per il sostegno che offre durante le partite; al Sesto lo “Stadion Feijenoord”, situato a Rotterdam, è la casa dei tifosi del Feyenoord, soprannominato “La Vasca”, offre grande spettacolo soprattutto nella sfida contro l’Ajax; al Settimo posto la classifica si conclude con l’”Estadio Mestalla” di Valencia, caratterizzato da una forte pendenza delle gradinate, tale da raggiungere addirittura i 40 gradi per il settore del terzo anello, e da far riecheggiare particolarmente i cori dei tifosi.

Soffermandoci sulla nostra realtà, non può non risaltare all’occhio il dato record che vede l’impianto di Fuorigrotta come il primo stadio d’Italia in termini di tifo e di “calda atmosfera”. Non è un caso se il San Paolo manifesta così tanta passione e amore per il calcio, che da sempre è uno sport di assoluta rappresentanza territoriale. Città e squadra di calcio sono due aspetti legati indissolubilmente, più che mai a Napoli, dove il calcio trova ampio spazio nei dialoghi e nei cuori della gente, non soltanto il giorno della partita ma in ogni momento. Esso è sinonimo di rivalsa sociale…una vittoria degli azzurri è in grado di riportare il sorriso su un volto deluso di una persona, magari dopo una difficile settimana di lavoro. Sfide come quella contro la Juventus, sono alimentate da molto più che una semplice rivalità calcistica, si tratta di una vera e propria forma di riscatto per il Sud. Con piacere ricorderemo un temerario e leale Argentino dalla maglia numero 10 che rifiutò la potente e ricca famiglia degli imprenditori Agnelli, contribuendo brillantemente a concretizzare la voglia di rivalsa di tante persone.

Oggi è più difficile trovare bandiere ed icone come quelle di un tempo…e in un calcio che appartiene sempre di meno alla gente, non sono mai troppe le volte per ricordare l’importanza che i tifosi rivestono e cosa significa, soprattutto in certe realtà, tifare una squadra di calcio. Come riporta una famosa citazione “Il Napoli non è una squadra di calcio, ma lo stato d’animo di una città”.

Raffaele Accetta

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