Parola del tifoso di Giovanni Pisano

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NON LASCIATEVI INGANNARE DALLE PAROLE

Si sa, quando la stagione calcistica va in archivio, in qualche modo vanno riempite le giornate. Un tempo, però, ogni azione assumeva i connotati di  una certa eleganza tipica dei tempi andati. Il mondo è cambiato, era inevitabile d’altronde, a farne le spese vi è quella peculiarità romantica che oggi risulta difficile vedere, toccare, almeno respirare in un contesto sportivo che va a toccare il sociale e i sogni dei tifosi genuini. Sono loro quelli che ne pagano le conseguenze: vengono ammaliati da parole, frasi, proclami presentati come veritieri, sinceri. Se poi pronunciate da uomini figli di quel tipo di calcio ormai andato, la delusione si accentua. Perché essa è già in essere quando le dichiarazioni nascono già ingannevolmente tremende, volte a nascondere un filo di verità che prima o poi fuoriesce. Perché il tempo è galantuomo nella buona e nella cattiva sorte.

Non lasciatevi ingannare dal movimento calcistico italiano e dalle tv, perché vogliono raccontarvi una realtà piuttosto distorta. La scorsa estate hanno provato a vendere la Serie A come il campionato più bello e combattuto al mondo, addirittura l’arrivo di Cristiano Ronaldo nel club più forte e potente dello stivale avrebbe rinsavito le sorti di un intero settore totalmente allo sbando dalla serie cadetta a scendere. Non lasciatevi ingannare quando vi raccontano della necessità di dividere in due sproporzionalmente i pacchetti televisivi, al punto da costringere tutti noi a stipulare due abbonamenti diversi su altrettante piattaforme. Dovevano aumentare gli abbonati, sono diminuiti: da 4 milioni del duopolio Sky/Mediaset, si è passati a 3,3 milioni della premiata ditta Sky/Dazn, con un crollo vertiginoso nel girone d’andata. Qualcuno ha cominciato a mandare a farsi benedire i padroni del calcio italiano, che vivono di introiti derivati dai diritti tv e poi amen se la Serie B non ha una governance seria, la Lega Pro deve fare i conti con le società insolventi e il settore giovanile non viene rilanciato a dovere.

Non lasciatevi ingannare quando provano a dirvi che la colpa è nostra, perché i tifosi si disaffezionano, non vogliono andare negli stadi perché sono pigri. Sarà, ma se si presentano fatiscenti e i biglietti aumentano a dismisura, qualche domanda viene posta. Così perdono tutti, ma le colpe le abbiamo anche noi addetti ai lavori: quando si perde la trebisonda, si confonde la conformazione dei reali clienti destinatari delle informazioni, virando su notiziabilità parziali e schierate, invece di combattere affinché i fari vengano puntati sulla deriva del nostro calcio, vuol dire che il quarto potere tende a piegarsi e la deontologia muore.

Non lasciatevi ingannare da De Laurentiis, o meglio dai suoi proclami: nella stagione appena terminata, evidentemente è mancato un certo tipo di comunicazione e sono riaffiorate – alcune a torto, altre a ragione – le infinite polemiche sulla sua gestione del Napoli Calcio, con annesse critiche talvolta costruttive, pur notando anche qualche voce fuori dal coro sostenitore del no e di un passaggio di consegne a priori, senza tuttavia proporre  perché forse c’è più gusto ad alzare la voce e basta. L’annuncio viene fissato, poi rimandato. Non riguarda il mercato, né una possibile cessione della società sportiva. Egli, da uomo di spettacolo, sa come destreggiarsi, ma la comunicazione cambia modalità e sarebbe opportuno evitare il caos mediatico: basta poco per accendere la miccia, soprattutto in estate.

Non lasciatevi ingannare dalle parole di Sarri, evitate di costruirgli attorno un falso mito. Quanto fatto a Napoli non sarà mai dimenticato, c’è chi addirittura lo rimpiange dopo una sola stagione di Ancelotti e potrebbe anche avere ragione quando arriverà il momento di trarre le conclusioni. Il calcio come detto è cambiato, ha intrapreso strade nuove nelle quali è l’economia a fare da padrona. Gli allenatori sono in primis professionisti e un discorso con oggetto le bandiere può essere applicabile soltanto ai calciatori, almeno a quei pochi rimasti tali (dopo De Rossi, c’è il vuoto in Italia). Al giorno d’oggi vi è in tutti i tifosi una sorta d’inclinazione a rimanere scottati: si giura amore eterno, poi si passa nelle file del “nemico calcistico” per eccellenza (a meno di clamorosi colpi di scena) e di colpo “Fino al Palazzo” diventa un’espressione di scherno, un concetto che va a decadere a causa di un “tradimento” non soltanto sportivo, ma anche di ideali. Su un dato, però, Sarri ha ragione: quando si armava in prima persona per difendere la sua squadra, i tifosi e un popolo intero, dall’altra parte trovava spazio un assurdo silenzio assordante. Ecco un altro esempio di errata comunicazione.

Non lasciatevi ingannare dai rumors di calciomercato provenienti da lidi regionali diversi dall’area napoletana, perché è tuttora in vigore lo “sputtanapoli” sport nazionale per diletto, in ogni ambito e ad ogni contesto. Koulibaly è dato per partente, ma la verità è cercare il minimo cavillo per far saltare il banco e creare malumori inesistenti. Allan è dato prossimo alla cessione e magari sarà il primo ad essere sacrificato, ma state attenti a distinguere le indiscrezioni dalle diffamazioni che avvengono tra colleghi, roba da far annullare la legalità del tesserino da parte di chi dovrebbe fare il giornalista, oltre che esserlo. Vi racconteranno dell’ennesima telenovela di Insigne tra la riconferma in azzurro come capoprogetto e le valigie pronte per andare al miglior offerente: siate certi della fonte, indagate, controllate anche le virgole. Quindi i calciatori in entrata: arriveranno James Rodriguez, Diego Costa, Icardi con Wanda, Marcelo, Isco, Rodrigo, Rummenigge, Platini, Frappampina, i 3/4 di Gentile e i 7/8 di Collovati più la metà di Mike Bongiorno. In cambio però di Falchetti e Mengoni.

Infine, non lasciatevi ingannare dall’estate: come arriva, così finisce. Godetevela, dedicatevi a tutte le attività possibili, ma soprattutto non fatene una questione di vita o morte sul mercato, le operazioni, le presenze/assenze nel ritiro di Dimaro e la questione stadio. Anzi no, sul San Paolo battete i piedi, purché le critiche siano assorte e costruttive. Attenzione alla giostra quando funziona bene e mina la veridicità della deontologia e offende la vostra onestà intellettuale: la realtà nostrana deve continuare a rappresentare una voce genuina, sincera e obiettiva culturale e sociale del calcio in una città già piuttosto difficile da trattare, soprattutto quando vengono a mancare gli strumenti necessari. Nel momento in cui si preferisce raccontare il nulla, l’aria fritta, allo scopo di creare un buco causato dalla noia e dall’assenza del Napoli su un campo di calcio, il termine più accreditato è sciacallaggio e non si può giustificare neanche quando lo scopo è vendere un prodotto o rendere il tutto una mera goliardia.

 

Andrea Cardinale

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