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L’affascinante storia dell’Union Berlin

Da quando, un po’ di tempo fa, ho scoperto la storia dell’Union Berlino non ho smesso di esserne affascinato.

E’ una storia che parte da lontano, dai primi anni del 900, quando il club si chiamava SC Olympia 06 e passò negli anni dal campionato locale berlinese alle fasi finali nazionali.

Poi arrivò la guerra ad oscurare il mondo così come fino ad allora era conosciuto.

Ne uscì fuori un mondo diverso, diviso in due.

E il punto nel quale la divisione ideologica diveniva anche divisione fisica fu proprio Berlino, che dal 1961 si trovò sfigurata dalla ferita del Muro.

L’Olympia si ritrovò nella parte Est e nel 1966 si trasformò nell’ 1. FC Union Berlin.

Nel campionato della DDR l’Union si trovò a combattere contro squadre più attrezzate come Hansa Rostock, Lokomotiv Lipsia, Carl Zeiss Jena e soprattutto la Dynamo Berlino, la squadra del presidente Erich Mielke.

Presidente “a tempo perso”, Mielke era uno dei fondatori della Stasi, la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della Repubblica Democratica Tedesca. La sua rete di 85.000 spie nazionali a tempo pieno e 170.000 informatori volontari teneva sotto controllo milioni di persone.

Facile immaginare quanto fosse semplice per la Dynamo vincere e stravincere.

Come in una partita contro l’Union finita 8-0.

Qui però successe qualcosa di insolito: 10.000 tifosi dell’Union scesero in strada per protestare contro i favoritismi arbitrali alla Dynamo.

Proteste nella DDR? Proteste addirittura contro la Stasi?

L’Union divenne così la squadra dei ribelli e come scrisse l’Eulenspiegel, rivista berlinese,

“Non ogni tifoso dell’Union era nemico dello stato, ma ogni nemico dello stato era tifoso dell’Union”.

Una squadra sostenuta da una tifoseria che è rimasta una fantastica forma di “purezza” nel calcio moderno.

Tifosi che, nel corso degli anni, hanno aiutato il club in molti modi, stupendi e originali.

Per esempio, una volta per dare ossigeno alle casse del club hanno organizzato una colletta donando il sangue.

Un’altra volta, quando in vista dei mondiali del 2006 il comune di Berlino si rifiutò di fornire fondi al club per i lavori di ristrutturazione dello stadio, oltre 2000 tifosi si offrirono come volontari e affrontarono 140.000 ore di lavoro.

Il club decise di “ripagare” l’amore dei tifosi dando 4141 azioni della struttura a soci e tifosi, facendone il primo e unico caso di stadio tedesco parzialmente proprietà dei tifosi.

Uno stadio, chiamato Stadion An der Alten Försterei (“Stadio nei pressi dell’Antica Casa del Guardaboschi”), che quest’anno può ammirare finalmente le partite di Bundesliga.

Un privilegio per gli attuali tifosi dell’Union che, in occasione del primo match casalingo, hanno scelto una coreografia speciale: i volti dei tifosi che non c’erano più fisicamente, ma che vivono nei mattoni dello stadio, nell’erba del campo e nei cori della tifoseria più pura e ribelle di Germania.

Fonte: Football heros

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