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LA PICCOLA NOEMI E IL SILENZIO DELLA SPERANZA

Aveva poco da offrire Napoli-Cagliari se non un secondo posto da consolidare anche con la matematica. Così è stato e anche questa pratica va in archivio. Si pensa alla prossima stagione, a un futuro da scrivere con la penna di un nuovo ciclo. Ci sono delle volte in cui è buona cosa è giusta mettere l’aspetto tecnico e agonistico da parte: Napoli-Cagliari ha offerto il dono del silenzio immerso nella speranza, perché davvero racchiude mille parole e infiniti significati facilmente interpretabili.

Noi siamo qui a vedere la vita e le sue meraviglie. Lo facciamo camminando e correndo, consapevoli di essere liberi, talvolta incatenati. I suoni della nostra quotidianità provano a spiegarci le motivazioni degli avvenimenti, soprattutto quelli macabri che nel bene e nel male cerchiamo di raccontare in modo distaccato, come vorrebbe il buonsenso. Ma quando quei suoni  impediscono all’uomo di correre, è opportuno fermarci e riflettere, guardare scorrere la stessa vita che proviamo a celebrare. Si chiama coscienza, domenica sera ha riempito le gradinate vuote del San Paolo.

La piccola Noemi sta lottando, è una battaglia lunga e faticosa la sua. Non voluta, mai cercata. Scherzi del fato, orrore di un pregiudicato che aveva come obiettivo l’eliminazione di un altro suo simile. Noemi aveva la sola “colpa” di essere uscita per una passeggiata con mamma, nonna e sorellina al seguito: si è ritrovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma come lo si riesce a spiegare, a darne un senso? Come si spiega che lo Stato non è stato in grado di proteggerla dalle pallottole della Camorra?

Ecco il silenzio dello stadio. Non è soltanto un segno di rispetto, ma molto di più. È la chiara consapevolezza di voler dichiarare fortemente la dissociazione a quel tipo di inciviltà prepotente e malsana, costituita da uomini simbolo di pazzia e malvagità, che hanno costretto un’innocente creatura a pagare a caro prezzo l’ignara violenza, la propria tenera innocenza limpida sul suo corpo macchiato dall’umanità perdente e smarrita. È un sostegno vero, genuino e palpabile. Noemi è figlia, nipote, sorellina di tutti noi. È figlia di una città ancora una volta martoriata da una guerra alla quale un giorno nessuno parteciperà, stanca di continuare a vivere nella paura e nell’insicurezza. Napoli pretende risposte civili, Noemi è la triste domanda posta al fine di trovare soluzioni sociali e culturali, prima che si debba seriamente a parlare di far west.

Ma adesso, come non mai, non si commetta l’errore di darla vinta ai criminali, perché il modo peggiore per arrendersi è permettere il proliferarsi di quella inaudita violenza, insensata e in alcun modo da giustificare, che ha ridotto una bambina in fin di vita. Mentre arrivano altri messaggi di solidarietà e di sostegno anche dal mondo del pallone – in ultimo il Pescara Calcio attraverso un tweet -, la Napoli sana, perbene e civile si chiude nel silenzio della speranza affinché la piccola Noemi riesca a salvarsi. Attorno a questo ideale abbraccio, anche noi accenniamo una preghiera, un pensiero che possa in qualche modo aiutarla in questa battaglia. Tutti noi siamo con lei.

 Andrea Cardinale

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