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La partita vista dalla curva: il racconto di Napoli-Genoa

Ritornano le partite casalinghe del Napoli e con loro torna anche la nostra fantastica rubrica sul racconto della partita vista dalla curva.

Quando gioca il Napoli appena svegli si sente quella sensazione bellissima che ti porta a stare con il fiato sospeso fino all’orario prestabilito per la partita.

La partita in questione è Napoli-Genoa, posticipo delle 20.30 tra due squadre che hanno poco da lottare in questo finale di campionato.

La gara si gioca di Domenica sera, così tra il solito ragù domenicale e le schedine stracciate decido di incamminarmi verso il San Paolo.

Una birretta in compagnia e si entra.

Il clima e le facce sono le solite e tra i vari sottopassaggi si parla solo dell’Europa, dell’Arsenal e del viaggio a Londra.

Non si può non pensare a quello ma c’è un campionato che la squadra deve rispettare ed onorare per la su gente.

È una di quelle partite dove si pensa solo a cantare e divertirsi.

Lo spettacolo in campo è fine a sé stesso anche se perdere farebbe ancora più male ai tifosi presenti e alla mentalità della squadra in vista del match di Giovedì.

Uno sguardo verso il settore ospiti e si vedono arrivare i genoani, non c’è più lo stesso rapporto di gemellaggio dopo lo striscione dedicato a “Dede”, ultras varese deceduto nell’agguato del 26 Dicembre che ha visto i tifosi dell’Inter armarsi e attaccare i supporters Napoletani.

In questa curva però hanno sempre insegnato di pensare a noi stessi e non alle altre squadre.

Pensiero giusto e coerente;tant’è vero che in 90 minuti nessun coro dedicato al Genoa, cosa che prima avveniva molto spesso.

Tornando agli spalti, si aspetta l’inizio cantando a squarciagola cori nuovi nel sottopassaggio.

Si sente la musichetta della Serie A e si decide di entrare;si sistemano le bandiere e si inizia a cantare.

Il primo coro è sempre il solito, quello dedicato a chi non può essere tra di noi ma ha fatto la storia del tifo partenopeo.

Dopo di questo, si canta e si incita la squadra.

“Conquista la vittoria conquistala per noi” è il canto che ci accompagna alla rete dell’1-0 targata Dries Mertens.

Difronte a noi si sente la curva A che dall’altro lato che da spettacolo con il nuovo coro dedicato alle trasferte azzurre.

Dopo il gol, la curva è carica e con la testa un po’ libera soprattutto dopo che si apprende l’espulsione di Sturaro.

Mentre si canta il coro che infuoca tutto l’ambiente:”Io della maglia azzura son innamorato”, il Genoa pareggia con un diagonale al volo di Darko Lazovic.

Finisce la prima frazione di gara e tra una Sambuca ed un Caffè Borghetti inizia anche il secondo tempo.

Il copione tra gli spalti è sempre quello.

C’è un coro che viene cantato sempre, specialmente durante il secondo tempo:“Tutti insieme sosteniamo il napoli”.

Una frase così semplice ma che pochi riescono a capirne realmente il significato.

Sostenere;

/so·ste·né·re/

transitivo

“Dare il proprio sostegno a qualcuno, appoggiare, proteggere.”

Questo è il vero significato e non fare storie riprendendo i cori perché si incita allo stadio e non sulle tastiere o sui social.

Come se non bastasse a peggiorare la situazione, il pareggio e i fischi dei distinti.

La curva lo sa e saluta i 4 ragazzi venuti sotto il settore con due chiari messaggi:”In Europa 11 leoni” e “Forza ragazzi noi ci crediamo”.

In questo modo si sostiene la squadra in vista di un match importante e spero lo capirete presto.

 

Dal San Paolo con questa rubrica è tutto.

Alla prossima con Napoli-Arsenal, perché noi ci saremo, come sempre.

 

Gennaro Del Vecchio

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