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La delusione di un campionato finito

Sapevamo bene che quest’anno era quasi impossibile ripetere l’impresa dello scorso campionato, che ci ha visti fino al 29 Aprile in corsa per lo scudetto. Prima dello scempio di San Siro, per intenderci.

Questo però doveva essere l’anno dell’esperienza, del campionato controllato e gestito in ottica delle coppe. Sarà così? “Lo scopriremo solo vivendo” cantava Lucio Battisti.

Ad oggi 11 Marzo, vedendo la classifica, c’è poco da stare sereni. Con un Milan a soli sei punti e che punta solo al campionato, preparando una partita a settimana.

La preoccupazione però, non nasce tanto dalla pressione in classifica, la paura fonda le sue radici nel Napoli stesso. La squadra di Ancelotti non ha la grinta che una concorrente se non per il titolo, ma almeno per il posto in Europa, dovrebbe avere.

Ogni anno abbiamo nuovi innesti che servono per ampliare i famosi “undici titolari”. Con i quali la passata stagione si faceva una polemica al giorno. In questa stagione hanno giocato tutti. Ma proprio tutti. Il risultato però non è entusiasmante. Usciti dalla Coppa Italia, campionato chiuso a gennaio( per non dire settembre) e usciti dalla Champions brutalmente. Con una Europa League che fomenta quel briciolo di entusiasmo che resta.

La piazza non può essere soddisfatta. Le riserve dopo la gara con il Sassuolo si sono rivelate dei buoni giocatori ma che devono avere un veterano al fianco per rendere.

Le assenze di tre su quattro dei titolari di centrocampo hanno denotato la totale mancanza di personalità in campo da parte di Diawara ( che doveva essere l’erede di Jorginho). Il tanto osannato Verdi della passata stagione che quest’anno ha solo deluso. E infine un testardo Ounas che dovrebbe imparare a fare meno dribbling e più gioco di squadra.

Ci auguriamo ovviamente, che il mister con più Coppe di tutti possa sbrogliare anche questo nodo e rendere la tifoseria di nuovo felice, anche senza trofei ma con la fierezza di tifare i colori azzurri.

 

Matteo Sorrentino

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