Parola del tifoso

di Giovanni Pisano

L’ imbarbarimento del sistema calcio.

Si aspettava di nuovo il campionato dopo la parentesi delle nazionali, e chi si aspettava eventi in grado di portare spensieratezza e distensione e rimasto deluso. Gli appassionati che davanti al teleschermo hanno seguito gli anticipi della Roma sul campo dell’ Udinese e quelli che hanno suguito la gara della Juventus, non hanno potuto fare a meno di udire cori di matrice razzista e territoriale contro il popolo e la città di Napoli. La tanto paventata cultura e educazione di stampo nordista e la garibaldina unità d’Italia va a farsi friggere quando per gratuita cattiveria si odono cori vigliacchi incitanti al Vesuvio e ad una pseudo pulizia, volendoci forse vendere del sapone proveniente dalle fabbriche del nord. Gli stessi operatori canori che attraverso la rete postano stati atti ad invogliarci a comprare per Natale i dolci della azienda melegatti, si dimenticano la socialità quando sono allo stadio vomitando fuori dai loro corpi insulti beceri degni della più grande vigliaccheria umana. Penso che a questo punto sia obbligatorio fermare il gioco e mettere in campo soluzioni anche drastiche che hanno come finalizzazione la risoluzione del problema. Mi piacerebbe vedere poi degli stadi sul modello inglese dove un genitore possa tranquillamente portare alla partita i propri figli senza che sia offerto loro, uno spettacolo indecoroso ed anzi che la giornata trascorsa allo stadio lasci nei giovani una sensazione di aggregazione e nella loro anima un motivo di festa. Da fastidio eccessivamente, l’ assordante silenzio di dirigenti di club e massimi organi di competenza calcistica come fgci e uefa, che come dimostrano gli eventi, pensano solo al lucro a scapito del consumatore. Voglio ringraziare e sottolineare la grande crescita culturale dei tifosi napoletani che contrariamente a quelli delle squadre ubicate dal Lazio in su vengono apprezzati in Europa per il loro comportamento e la grande civiltà portando in alto i colori del nostro grande club.

Patrizio Cotrufo

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