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INSIGNE CONTRO GLI ANCELOTTI: UNA TENSIONE ANNUNCIATA CHE DISTRUGGE L’AMBIENTE

Bentrovati amici della sfera cubica, oggi ragioniamo su tante cose, molte direi, che derivano dalla stagione deludente del calcio Napoli. Perché deludente? Semplice, perché è una squadra che ad inizio estate si è proposta tramite il suo allenatore come una possibile concorrente per lo scudetto, ma le cose non sono partite con il piede giusto.

A Napoli esiste un caso Insigne. Veramente è ufficiale da quando il padre a fine stagione scorsa fece una dichiarazione al vetriolo contro l’allenatore. Da lì nasce un accordo tra Ancelotti e Adl sul giocatore che deve andare via in cambio di uno tra Lozano e James. Pur di accontentarlo, Adl chiede a Raiola di trovare offerte, che arrivano ma non riesce a piazzarlo a più di 40-45 milioni di Euro.

Adl non fa partire Lorenzo, arriva Lozano a estate inoltrata ed il Napoli, che nel frattempo provava in ritiro il 4231, si ritrova con Insigne e senza James Rodriguez appeso già da giugno quando il Real Madrid fece capire al club azzurro di non volerlo cedere a titolo gratuito.

Ecco che qui nasce il problema Insigne, un problema che Ancelotti e suo figlio Davide non riescono a gestire ed implica più vicende di tensione nello spogliatoio. Una situazione simile a quella di Icardi all’Inter con una differenza, lì lo spogliatoio era cmq spaccato, qui invece sembra essere unito nel difendere il proprio capitano.

Ancelotti ha provato per tutto il ritiro estivo un Napoli con il 4-2-3-1 e timidamente ha cercato di schierarlo in tutto l’inizio del campionato, ma si è dovuto arenare al 4-3-3 in fase offensiva e al 4-4-2 in quella difensiva. Inutile dire che il Napoli è stato sbugiardato anche in quello che doveva essere il suo punto forte ad inizio campionato: la difesa.

Manolas e Koulibaly hanno reso la squadra ancora più entusiasmante nelle premesse di campionato tanto da essere definita con entusiasmo il “muro azzurro”. Il muro però risulta essersi sgretolato dinanzi a 10 goal presi. Peggio solo il Sassuolo e le squadre delle ultime posizioni. Inutile dirvi che quanto di buono c’è stato di Sarri, maniaco della difesa, non si è visto più.

Dopo essere stato sbattuto in tribuna contro il Genk, Insigne ha avuto l’occasione d’oro contro il Torino, ma in una partita dove il Napoli paradossalmente ha retto nel gioco difensivo nonostante l’assenza di Koulibaly e la mancanza di centrali in sostituzione, scandalo già evidenziato nella puntata precedente della nostra rubrica, l’attacco è stato molto deludente.

Molti iniziano a fantasticare sui giocatori da mettere al posto di altri, ma c’è un aspetto che non torna: il Napoli non ha ad oggi una squadra titolare. E non perché tutto questo sembrerebbe far parte di una strategia societaria e del mister, ma rende più l’idea di come Ancelotti non abbia trovato la quadra sull’assetto tattico da adottare già dal ritiro. Forse è questo il vero problema del Napoli, così come la condizione fisica dei giocatori ad oggi risulta ancora indietro mentre le altre squadre dopo le prime giornate sembrano essersi sciolte e soprattutto amalgamate in un gioco.

L’unica speranza è che forse gli azzurri hanno avuto un allenamento che alla lunga porterà i suoi benefici soprattutto successivamente ad un passaggio quasi sicuro in Champions.

Certo, i paragoni con Sarri che vince grazie ad Higuain nella sfida scudetto fioccano, ad un Napoli che contro il Torino ha calato Fabian Ruiz regista che deve dimostrare molto di più per essere associato al Jorginho metronomo del Sarriball. Questa è la verità, cari signori, il Napoli non convince, ma se continuiamo a fare analisi tecniche escludiamo le analisi che più contraddistinguono questa rubrica.

Perché De Laurentiis delega sempre più Edo negli incontri ufficiali?

Perché Ancelotti lascia gestire tutto al figlio sotto la sua supervisione?

Perché Ancelotti non riesce a dare risposte concrete che vanno oltre il copione aziendalista al quale ci ha abituato in questi anni?

Perché Insigne è stato mandato in tribuna a Genk e subito dopo il confronto, tra di loro, e i commenti sui social dei familiari di Lorenzo si è trovato con un assetto personalizzato secondo le sue esigenze?

Perché Adl non rilascia dichiarazioni in merito all’inizio stagionale?

E’ vero che ci sono malumori nello spogliatoio contro Davide perché da vice sostituisce il padre e il capitano gli ricorda spesso di essere il leader della squadra?

Signori, adesso vi dico una cosa. Il Napoli è nelle mani di Edo e Davide. E l’anno prossimo non è detto che sia Ancelotti senior ad allenare gli azzurri, ma tutto questo dipende sempre da De Laurentiis il cui silenzio è come al solito assordante.

Nel frattempo vi consiglio, in questo momento molto delicato, di non badare al risultato, ma di sostenere la squadra  perché mai come mai ne ha bisogno. Ed occhi aperti amici, alla prossima.

Livio Varriale

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