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Il Napoli vince anche contro il COVID che non ha migliorato i “pappaboys”

Bentrovati amici della sfera cubica. Scusate l’assenza, ma l’emergenza Covid ha colpito tutti non solo il Napoli, anche Napoli ed i Napoletani. Credevo che questa pandemia ci rendesse migliori, ma è davvero singolare notare come la vecchia abitudine di giudicare senza sapere dei tifosi azzurri sia sempre una prassi.

 

Parlo di Dries Mertens, per gli amici, Ciro, ma per una fetta di tifosi che si dicono presidenzialisti è Ciruzzo o traditore. Che vergogna ho provato nel leggere commenti su Twitter di imbecilli che avevano distrutto anni ed anni di sacrifici e dedizione alla causa di un giocatore che ha sempre dichiarato di amare Napoli e l’ha dimostrato in campo con professionalità e sudore. Non so se dinanzi a un interesse serio dell’Inter, quale sarebbe stata la scelta di Mertens, ma il suo amore per Napoli va giudicato per quello che ha dato e continuerà a dare.

 

Il Covid ha fatto rinascere Insigne, spesso da me mortificato, ma è chiaro che ci troviamo dinanzi ad una trasformazione silente. Tutti a contestarlo per la Lamborghini, quando meno male che gliel’ha regalata la moglie visto che il colore della Urus assomiglia a quello di sostanze organiche non definite.

Milik doveva andare alla Juve, forse sarà così, ma non ha esitato nel regalarci la Coppa Italia con un rigore da grande professionista qual è sempre stato. Molti si chiedono se meriti di stare a Napoli, io sicuramente sono convinto che è un ottimo giocatore e andrebbe valorizzato di più.

A proposito di valorizzazione della rosa, continuiamo a festeggiare la Coppa Italia vinta da Gattuso che ne ha raccolto quattro vittorie di fila consentendo al Napoli di riprendere quel morale perso dalla gestione Ancelotti, che oramai sembra essere un ricordo lontano, anzi un momento storico da rimuovere assolutamente visti gli strascichi lasciati dal Mr. pluridecorato. Gattuso non è certamente il miglior allenatore del mondo, sia chiaro, ma l’aver disteso psicologicamente l’ambiente rappresenta l’obiettivo raggiunto più importante nel costruire una squadra che ad oggi insegue un unico sogno: la Champions League.

Affamato di vittorie ed di affermazione personale, proprio come Sarri, Rino Gattuso si distingue perché è fatto rappresentante dei rapporti tra squadra e società. Questo è un fattore molto positivo che gioca a suo favore, i nostri beniamini oramai hanno già conquistato un posto in Europa grazie alla strepitosa ed emozionante impresa della Coppa Italia e questo successo cala la pressione sulla squadra che deve macinare solo esclusivamente di vittoria in vittoria per sognare il difficile piazzamento tra le prime quattro del campionato.

Questo aspetto è psicologicamente favorevole e rende il team di Gattuso più pronto nel portare avanti lo spirito delle squadre vincenti: giocare senza stress divertendosi. A quanto pare gli unici che non si divertono mai, sono molti tifosi del Napoli che seguono uno schema dove esistono fazioni del Presidente e dei Giocatori e quando avremo la consapevolezza che tutto il cosmo azzurro va sempre interpretato in un unico modo, obiettività e passione, solo così sapremo commentare con lucidità il gioco del calcio divertendoci tra di noi.

Quando invece si assiste ai commenti letti su Mertens, Callejon, Insigne ed altri, dove ci si esprime senza conoscere i fatti, è proprio qui che cadono le braccia e muore lo spirito sportivo del calcio.

Ed è per questo che vi invito sempre ad avere occhi aperti e vi do appuntamento alla prossima settimana. 

Livio Varriale

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