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Il fantastico mondo di Spud: dove il giornalismo muore per mano dei giornalisti

C’è un personaggio importante nel mondo del calciomercato, che ha una identità sconosciuta ai più, ma che negli ultimi mesi ha spopolato guadagnandosi la fama di insider più titolato e qualificato dei giornalisti presenti sulla piazza da anni.

Il suo nome è Spud, come il ragno di Spiderman, che twitta a più non posso da una località segreta e alimenta i sogni di mercato della tifoseria più passionale della serie A con quello che lui stesso definisce un gioco: il suo gioco. Anche se il calcio non è un gioco, come per sua stessa ammissione, rende il personaggio ed il modo di porsi con una tifoseria che lo acclama sempre di più, sostituendo di fatto le notizie di mercato date dalle testate nazionali e da quelle locali.

Spud è su Twitter da molti anni, ma il suo nome precedente era loSgrammaticato. Ed io lo seguo da un bel po’, e l’ho anche conosciuto personalmente. E’ quanto la gente vuole, non giriamoci intorno, un influencer a tutti gli effetti del mercato azzurro che usa un linguaggio cifrato che va bene per ogni notizia di mercato in fase di decriptazione.

Sfera cubica ha realizzato una attenta analisi del flusso dei suoi tweet, nonostante abbia un lucchetto che esige una privacy di fatto violata dal suo successo stratosferico ed è per questo che non è stato difficile ricavare le informazioni necessarie a comprendere la sua cerchia. Perchè Francesco, vero nome di Spud che non è un segreto, è stato in grado di far parlare di se tra il 2018 ed il 2019, ben 196.000 volte. I picchi sono esilaranti, se consideriamo che il grosso Spud l’ha fatto tra luglio-agosto 2018 e da aprile fino ad oggi.

Aprile 2019, non un caso che sia il mese in cui Spud annuncia la sua collaborazione con un portale di Calciomercato che, unitamente al suo profilo, inizia una crescita vertiginosa. Sono tanti, i retweet che Spud fa lanciando il portale di informazione messo in piedi dal suo amico dai tempi dello “Sgrammaticato”.

Forti anche del fatto che nel mese di febbraio lo stesso Spud pubblicò un tweet stratosferico dove annunciava l’arrivo di Polifemo e del Bandito. Due nomi che il cerchio assiduo dei suoi fan aveva individuato in Manolas, smentito dallo stesso Spud che ha poi cancellato il tweet dicendo che invece intendeva il nuovo difensore greco azzurro, e James Rodriguez, dato per fatto al Napoli prim’ancora dell’inizio del calciomercato con un nome in codice che ha portato avanti il suo successo: el bandito. Peccato però, che il primo ed unico bandito che la promessa del calciomercato intendeva fosse Diego Costa e non il 10 colombiano.

Ed ecco che tra gli aloni di previsioni malriuscite, ma poi raddrizzate nell’inebriata condizione perenne dei tifosi del Napoli, Spud inizia il suo percorso verso il successo che conta. Tutti i giornali parlano di lui ed il profilo cresce, ma c’è chi giura che non sia tutta farina del suo sacco ed è facile intuirlo viste le indiscrezioni che circolano riguardo i natali che hanno dato vita al sodalizio tra Spud ed il portale di calciomercato, e forse un sospetto c’è se anche confrontando i tweet dello Sgrammaticato rispetto a quelli del nuovo corso battezzato con il nome di Spud. Francesco però mi ha assicurato personalmente di aver creato tutto da solo non sapendo dove sarebbe finito e cioè nel gotha dei profili più seguiti almeno sulla piazza napoletana per le vicende del calciomercato.

C’è però un altro aspetto che descrive il fenomeno Spud e cioè che rappresenta una vera e propria “bestia” social utile a far cresce anche gli altri. E qui nasce il caso più eclatante di un altro portale, sconosciuto ai più, che lega con Spud e con il portale di riferimento con cui ha avviato una collaborazione proficua vicendevole per quel che concerne il successo di like e retweet. Anche lì si è notato un incremento di visualizzazioni e di crescita del profilo twitter nei giorni del ritiro di Dimaro ed anche lì si è arrivati ad un sodalizio di ferro dove il suddetto portale, risulta tra i profili che citano di più lo stesso Spud.

In sintesi, il successo riportato dalla stampa si basa non su indiscrezioni di mercato, ma su notizie prima smentite e poi riciclate secondo una linea che dall’esterno risulta anche concordata, ma non vi sono certezze, fatta anche di una crescita costante e reciproca di Spud, del portale con cui collabora e di coloro che scrivono ogni giorno dando indiscrezioni di mercato. Perfetti sconosciuti che all’improvviso hanno una portata di tweet e retweet che supera quanto stabilito dalle leggi delle conversioni dello stesso social famoso per i suoi cinguettii. Poi ci sono i satelliti, profili che non hanno molti follower e nemmeno tanti follow, che trascorrono giornate intere a citare Spud, il portale principale e di conseguenza anche coloro che si avvicinano al credo del ragno che si possono riconsocere con l’icona della bandiera polacca.

Fino a qui, tutto nella norma, anzi, encomiabile se consideriamo che questa strategia è quella utilizzata dai partiti politici per creare e veicolare il consenso della massa sui social. Quando però alcuni profili a loro collegati offendono altri giornalisti o semplici dissidenti, si crea un effetto che va contro le leggi della Netiqette e del buon senso. Soprattutto perché all’interno della stessa cerchia di chi offende, risultano essere presenti giornalisti, o aspiranti tali, che remano contro professionisti conclamati da anni di esperienza.

Il problema però non è Spud, e nemmeno il portale che supporta Spud da molto lontano, con il quale ha portato avanti una strategia fallimentare sulla questione James dopo ave annunciato visite mediche ed aerei in arrivo a Dimaro, ma il vero problema è che nella tela del ragno c’è caduta la stampa che l’ha incensato ed oggi si trova addirittura a fare i conti con una popolazione social che non crede più alle firme del giornalismo sportivo, ma ad un insider che collabora in gruppo e si avvale di regole non giornalistiche come quella di cancellare le notizie date e legittima di fatto alcune offese ai giornalisti.

E se questo lo fa Francesco, che giornalista non è, non è un problema. Però se Francesco fa da scudo a chi dal nulla più totale vuole emergere e magari trova anche una sponda da giornalisti inconsapevoli non curanti dei rischi che l’informazione calcistica corre, c’è un problema.

Ed è qui che vince Spud, il marketing dell’informazione, quando l’informazione non è marketing.

Ed i giornalisti che ci sono cascati hanno dimostrato il loro spessore autolesionista e soprattutto molto, ma molto decadente. Perché il calcio non è un gioco, ma se lo mettiamo nei ranghi di Spud, lo diventa e questo svilisce chi gli sta attorno, che però non può fare a meno di successo e popolarità per emergere.

Alla prossima amici, e occhi aperti ai tweet ed ai retweets, la bestia esiste anche nel calciomercato del Napoli.

Livio Varriale

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