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IL CAPITANO-GOLEADOR DEL CALCIO INGLESE

Dopo il primo appuntamento di settimana scorsa con il leggendario Valentino Mazzola, dal quale non si poteva non iniziare, entriamo nel vivo della nostra rubrica “Vite che capitano e vite da capitano”.
Andiamo in Inghilterra per raccontarvi la storia di Alan Shearer, il capitano-goleador del calcio inglese.
Sì, perchè il ragazzo di Newcastle, oggi quarantanovenne, è il massimo marcatore nella storia della Premier League con le sue 260 realizzazioni, di cui soltanto 58 avvenute su rigore e un record di 11 triplette.
Un percorso calcistico storico che è stato possibile grazie soprattutto al club della sua città, il Newcastle. Shearer ha vestito la maglia delle gazze per un decennio, dal 1996 al 2006, durante il quale è diventato il marcatore(206 reti)di tutti i tempi anche nella storia dei Magpies, di cui è stato capitano esemplare. E pensare che proprio la squadra di St. James’ Park lo scartò da ragazzino…
Per questo Alan ha giocato prima per il Southampton e poi nel Blackburn, con cui vinse nella stagione ’94-’95 la Premier, unico suo trofeo in una carriera piena di soddisfazioni individuali.
Nell’ estate del ’96 è lui ad infiammare la sessione di mercato. Ferguson lo vuole allo United, ma non troppo a detta del bomber che preferisce così ritornare a casa, nella sua Newcastle. Giocherà per i bianconeri fino al 17 Aprile 2006, giorno in cui durante il derby col Sunderland il ginocchio lo abbandona e lo costringe a chiudere anticipatamente stagione e carriera. Ritornerà a regalare un’ ultima gioia ai suoi tifosi e concittadini l’ 11 maggio, quando al 93′ dell’ amichevole Newcastle-Celtic rimette piede sul terreno di St. James’ Park per realizzare un calcio di rigore. Gol, ultimo braccio alzato come sua tradizionale esultanza e abbraccio finale alla sua gente.
In quella stagione il calcio inglese dovette improvvisamente dire addio a una sua icona, maglietta e pantaloncini, l’ esempio perfetto del centravanti della vecchia scuola inglese, del football made in UK. Eppure a guardarlo Shearer non sembrava quello che davvero è stato e non dava l’ idea di quello che davvero ha fatto: correva che sembrava zoppicasse, un pò curvo, un pò storto. Non ti dava la sensazione di poter essere un capocannoniere inarrestabile. Eppure la metteva sempre lì, alle spalle del portiere. Tiro-gol, tiro-gol e ancora tiro-gol. Una macchina trita-palloni. L’ incubo delle difese e dei portieri. La certezza lì davanti di uno stadio intero che lo osannava. La buttava in rete e alzava il braccio al cielo, come a voler dire: “avete visto quanto è semplice ?”. Ma semplice non lo era affatto, lo era per lui. Perchè curava il pallone come nessun altro e sapeva portarlo dove voleva. Non ce n’ era per nessuno. Un attaccante completo e unico nelle sue capacità tecniche. Poco elegante forse, ma tremendamente efficace.
E poi Shearer è stato un grande capitano della squadra della sua gente, quel Newcastle che con le sue prodezze ha portato nella storia. Tanto da vedersi realizzare una statua davanti allo stadio. È stato un trascinatore. Un punto di riferimento assoluto dentro e fuori dal campo. Ogni volta che parla Alan lancia parole d’ amore per il suo paese. Lo hanno incorniciato e incoronato così: “Un carattere incontaminabile, saldo come le scogliere di Dover di fronte al mare in burrasca e al sole cocente; un valore morale e patriottico da pilota della Royal Air Force, una certezza come il tè alle cinque e la pinta di birra il venerdì sera”.
Nel calcio di oggi ci vorrebbero tanti tanti Alan Shearer. Onore a questo Capitano, a questa Bandiera che non smetterà mai di sventolare nel cuore del football inglese ed europeo.

Marco Falco

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