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I 5 pensieri post Torino-Napoli

Una trasferta amara quella di Torino per la squadra azzurra che, con l’ennesima prestazione negativa, spegne definitivamente tutto l’entusiasmo dei tifosi partenopei. Eccovi i 5 pensieri riguardo la partita di domenica.

Ghoulam sei tu?

Tutti ricordano le grandi prestazioni dell’Algerino di due anni fa che incantarono spettatori e dirigenti di grandi club, tanto da essere considerato uno dei più talentuosi e forti terzini sinistri d’Europa. Quei tempi sembrano ormai lontani e colui che scende in campo è il fantasma di Faouzi Ghoulam. Contro il Torino più stop sbagliati che passaggi e cross messi a segno, un disastro che compromette la sua permanenza a Napoli.

Fate giocare i tifosi

10 e lode in pagella per i tifosi partenopei… uno spettacolo. Nonostante la squadra non meritasse il loro supporto, i sostenitori azzurri hanno fatto sentire tutto il loro calore battendosi per la squadra fino al novantesimo. Gli unici a mettere grinta e cuore in ogni partita, chapeau.

Servono centimetri in area

Perché Ancelotti si ostina a lasciare in panchina il centravanti? Il club azzurro ha in rosa due attaccanti che nel gioco aereo possono fare la differenza, Milik e Llorente; il primo tecnico ma lento e privo di carisma, il secondo un vero e proprio airone. In area servono centimetri e non basta più la velocità dei piccoletti, soprattutto quando non c’è il “bel gioco”.

Finalmente Allan

A gennaio era praticamente un giocatore del Paris Saint Germain e dopo il mancato trasferimento ha avuto un’involuzione notevole. Quest’anno è partito male come tutta la squadra ma nella partita giocata all’Olimpico Grande Torino ha brillato di luce propria. Il brasiliano ha dimostrato ancora una volta al pubblico di possedere sia doti difensive che offensive, con 10 palle recuperate e l’80% di passaggi riusciti. Che sia l’inizio della rinascita?

Passato contro presente

Quando si incontra il tecnico che ha fatto sognare milioni di napoletani con le gesta della sua squadra, la nostalgia non manca di certo. La rosa di Mazzarri era tecnicamente inferiore alle altre big ma le partite erano al cardiopalma e infiammavano gli animi degli spettatori. I giocatori in campo davano sempre il 100%, probabilmente per la consapevolezza dei propri limiti, e la domanda dunque sorge spontanea:”Non era meglio quando si stava peggio?”. Dal punto di vista dei risultati non è cambiato nulla, anzi, negli ultimi 5 anni il Napoli ha portato a casa solo le qualificazioni in Champions League. Non c’erano risultati ma la grinta e la bellezza del calcio espresso (vedi il periodo di Sarri) non mancavano mai.

Qualcosa deve cambiare e questa trasformazione deve avvenire in fretta. Ora c’è la pausa e il leader calmo di Reggiolo deve preparare al meglio la difficile partita contro il Salisburgo per cercare di risollevare una stagione iniziata nel peggiore dei modi.

Tobia Cuozzo

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